giovedì 31 dicembre 2009

Auguri scomodi....



Ci sono molti modi per mettersi in AnimAzione, l'importante è non girarsi dall'altra parte.... non votare sempre Barabba, che è la cosa più facile da fare..... Quando saremo chiamati a scegliere ricordiamoci le parole di quella canzone che dice:  "Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti......."




L'importante è muoversi, con le nostre fragilità, i nostri dubbi ma scegliendo sempre di stare dalla
parte dell'uomo.... chi ha detto che il cammino sia facile?
Forse la mia strada è più sicura perchè mi oriento verso una capanna, dove è nato un Dio?

Don Tonino Bello diceva:
"E se invece di un Dio glorioso,

ci  imbattiamo nella fragilità
di un bambino,
non ci venga il dubbio di aver
sbagliato il percorso."
Il volto spurito degli oppressi,
la solitudine degli infelici,
l'amarezza di tutti gli
uomini della Terra,
sono il luogo dove Egli continua
a vivere in clandestinità.
A noi il compito di cercarlo.
Mettiamoci in cammino senza paura.

Il mio augurio di leggerezza non sembra appropriato con questo post......
lo dedico soprattutto ai commentatori anomini che si sono rotti le...... di  questi poveri cristi!

domenica 27 dicembre 2009

Auguri




Il 31 dicembre ci sarà una eclissi lunare...... luna rossa!
Il miglior modo per finire questo anno così diverso e complicato....
Un augurio per il 2010?

Che tutti possano mettirsi in AnimAzione sempre e dovunque, senza paura di essere se stessi.....leggeri come una piuma.....come quella piuma che volteggia all'inizio e alla fine del film " Forrest Gump", ricca di significato... il distacco e la leggerezza del vivere.  Il suo volo che la fa posare un po' di qua e di là.... racconta come lo scorrere degli eventi sia imprevedibile e la loro casualità apre sempre a nuovi scenari.

Che questi intrecci di vita vi siano sempre propizi e favorevoli,
AUGURI pieni di amicizia, di affetto e di amore




lunedì 14 dicembre 2009

Eroicamente.....

Questo post l'ho scritto da due giorni, ma pubblicato solo ora...... non c'è nulla di profetico con i fatti accaduti ieri. Chiunque sia stato vicino a dei manifestanti, si è reso conto del clima rovente che ci circonda. Spero vivamente che gli italiani sappiano gestire questi sentimenti di sfiducia, rabbia, insofferenza e  preoccupazione, con azioni pacifiche, mirate a risolvere la situazione di stallo in cui è scivolato il popolo italiano. Per troppo tempo imbambolati a guardare "il teatrino", il risveglio spero sia meno doloroso di quello profetizzato dai "politologi".



L'11 dicembre giorno dell'Eroica...... esame di musica superato.....c'è tempo per manifestare, soprattutto di stare insieme ai  tanti colleghi venuti da tutta Italia.  La stazione Termini invasa dalle  forze dell'ordine, mi ha sorpresa tanto dispiegamento, un numero esagerato e molto ben organizzato. Io e Maria, la mia collega sentivamo  una brutta aria,  le voci dei ragazzi erano distanti, ma il tam-tam della loro rabbia, della preoccupazione no, erano con noi. Volevano unirsi  professori e studenti dell'Onda, insieme, ma non è stato possibile.  Guardavo i  visi degli studenti e quelli dei giovani celerini..... questa volta dopo vent'anni non riuscivo  a schierarmi. Non sembravano poi in posizioni opposte...... si somigliavano.
La preoccupazione che si potesse far male qualcuno mi assaliva, pensavo a mille cose.... alla loro età, al loro futuro, al fatto che ormai bastava solo una scintilla per dare il via all'aggressione. La protagonista vera della piazza è stata la rabbia, tanta rabbia, forse per troppo tempo repressa e questo non è un buon segno....

martedì 8 dicembre 2009

Pirati in casa!!!!

Che sorpresa quando sono entrata nel MIO blog.... sfondo blu con effetto neve.... ma chi è stato?   
Due pirati informatici in casa: i miei figli.   Bambini multimediali, nati con i bit al posto dei cromosomi.....
Mio nipote Francesco 10 anni, oltre a smontare e a rimontare un computer, si è creato un allarme per la sua cameretta; appena ti avvicini si sente una voce che dice: "Attenzione, non sei identificato"..... Si è aiutato con una web-cam e un programmino.....  Mostrillo! Due anni fa ha scritto la letterina a Babbo Natale, con uno spazio per la firma "per accettazione".....

Attenti Pirati....


Mi dispiace togliere questi effetti.... ma sono un po' troppo ingombranti.... li lascio per qualche giorno, giusto il tempo per preparare un piano d'azione contro gli invasori!

domenica 6 dicembre 2009

La chiusura del cerchio...

2 maggio1973-5 novembre 1985
5 dicembre 2009 l'ultimo viaggio........













Una giornata particolare, di quelle che contribuiscono alla "metamorfosi" di una persona, che io ho chiamato "la chiusura" di un cerchio cominciata 36 anni fa. 
Volevo farle un omaggio con l'Ave Maria, poi con la canzone "Servo per Amore", ma poi ho scelto "la vita è bella" per concludere questo ciclo; come rinascita, come continuità, come Amore con la A maiuscola, come vita eterna, come figlia per sempre.

Un attimo ancora…
un volo felice lontano nel tempo.
Con gli occhi stretti e le labbra ormai chiuse sul tuo silenzio.
Il tempo saprà, come il cuore gioisce
nel poterti vedere per un attimo ancora.

Floriana 1985














sabato 28 novembre 2009

Don Farinella e Beppe Grillo

Da:domani.arcoiris.tv

Caro Beppe Grillo, perché hai paura?
27-11-2009 di don Paolo Farinella



“La mia impressione è che Grillo abbia paura di non sapere coordinare il movimento a livello nazionale e alimenta guerricciole”. “I tempi berlusconizzati, in cui nemmeno il clero sa vedere con gli occhi del bene comune, impongono non di delegare ma di cominciare una lotta partigiana a partire dalle nostre coscienze e dai nostri cuori”.

Vorrei dedicare questo spazio a un «fenomeno» che riguarda Genova e la Liguria ma anche l’intera Nazione. Il fenomeno è Beppe Grillo e il «Movimento a Cinque Stelle» che egli ha lanciato da Milano il 4 ottobre 2009 e al quale ho avuto l’onore di partecipare. Per la filosofia kantiana il «fenomeno è ciò che appare» e si relaziona al «noùmeno» che resta non solo invisibile, ma inconoscibile. A Milano ho visto sete di giustizia e di verità straordinari in un pubblico la cui età media era sotto i 40 anni. Ho constatato che il bisogno di «Politica» è autentico e diffuso, ma impossibile da fare proprio perché i politicanti di turno e i corrotti di professione hanno elevato una siepe di gomma tra di essa e la gente comune. Il parlamento è ridotto a salvacondotto di ricercati, fannulloni, prezzolati, venduti e schiavi di chi paga meglio. Il programma del «Movimento Cinque Stelle» è il programma del futuro che è già cominciato, anche se pochi se ne accorgono e da lì bisogna prima o poi passare.

Eppure! Eppure a me pare che Grillo abbia paura di dare «forma e bellezza» al desiderio di Politica che chiede ed esige un’organizzazione leggera, ma reale; austera, ma decisa; forte e solenne. Mi è parso che il Movimento «liquido», in cui ogni regione, ogni gruppo, ogni Meetup «faccia da sé» corra il rischio di una implosione, di una realtà «sfilacciata» che può raggiungere qualche apprezzabile risultato locale, ma alla lunga rischia di stancare più di quanto non induca ad «incontrarsi» per cambiare le cose. In un tempo berlusconizzato, dove tutto precipita verso il sottofondo dell’abisso che assume la forma di un buco nero che tutto trita e tutto deforma, urge esserci «adesso». In Campania la destra è esplosa sulla camorra; nel Lazio la sinistra finisce in trans, Berlusconi parte all’ultimo assalto della Costituzione per salvare se stesso dalla galera e dal fisco. Se Grillo va di questo passo, arriverà in porto forse tra 200 anni. Lunga vita a Beppe, ma la giovinezza è una malattia che passa presto con gli anni.

La mia impressione è che Grillo abbia paura di non essere in grado di coordinare il Movimento a livello nazionale e brucia enormi potenzialità e alimenta guerricciole tra i Meetup, come avviene a Genova, dove nessuno sa a chi fare riferimento, col rischio di infiltrazioni spurie che sanciranno la morte del Movimento, senza un controllo al microscopio. E’ questo, io credo, il momento di fare Meetup ad ogni livello, dare forma agli entusiasmi, volto e indirizzo ai bisogni di civiltà politica e giuridica che promana dal Paese intero. Non puoi, caro Beppe, limitarti ad una encomiabile testimonianza, perché ora due belle Signore, Donna Democrazia e Donna Costituzione, hanno urgente bisogno di sostegno e di badanti onesti, austeri e credibili. «Adesso». Altrimenti la deriva è il qualunquismo senza speranza, la rassegnazione senza forza e la morte senza nemmeno una lapide di riconoscimento.

In questi tempi berlusconizzati, orfani di opposizione anche eufemistica, in cui nemmeno il clero sa vedere con gli occhi del «bene comune», offuscati come sono dall’idolo degli equilibri istituzionali (?!), occorre la decisione della responsabilità e l’invito a radunare uomini e donne forti per la missione di servire il Paese. Se nemmeno il prof. Enrico Musso, liberale convinto, trova disdicevole candidarsi a sindaco di Genova nelle liste di Berlusconi, non credi, caro Grillo, che il Superiore Interesse Etico a Cinque Stelle, imponga a ciascuno di noi non di delegare, ma di cominciare la lotta di liberazione partigiana a partire dalle nostre coscienze, dai nostri cuori e dalle nostre paure? Tu, caro Beppe, lo devi all’Italia che ti è venuta dietro e aspetta di essere convocata per fare le pulizie di Pasqua. Lascia la prudenza ai preti di mestiere e corriamo a servire l’Italia e con essa un Mondo senza muri.

venerdì 27 novembre 2009

Eroica for ever.......

L'11 dicembre sosterrò un esame di musicologia:  Beethoven e la sua Eroica.........
La mia ignoranza non mi aveva ancora portato ad esplorare questo mondo, a parte le cose risapute sulla sua sordità e alcune sinfonie, il resto era buio completo.

Mi chiedevo in questi giorni, ma perchè un esame sulla musica deve riguardare solo questa sinfonia..... allora mi sono attivata ......... ho acceso lo stereo e sono stata in ascolto.....


Quello che ho sentito: forza di volontà, ottimismo, amore per la vita nonostante la menomazione, libertà intellettuale e un animo nobile. Tutto questo prima di conoscere quanto ha dato alla musica in termini di partiture particolari, musicologicamente parlando.....
Eroica for ever



Che tipo, non s'inchina davanti alla famiglia imperiale, Goethe si, lui passa oltre.

domenica 22 novembre 2009

Poema della Croce

A Pietro e a Teodorica
con affetto fraterno

Alda Merini:

Il pensiero di Dio fu un pensiero gigantesco, un pensiero talmente grande che sconvolse albe, tramonti, terre, tenebre, un pensiero che non potremmo mai capire perché di una vastità tanto bella quanto inutile, rispetto ai nostri desideri.


Maria vuol dire una cosa che vola
e si perde nel cielo.
La fede è una mano
che ti fa partorire.
E poiché mi hai redenta
posi vicino a Te
la pietra della Tua resurrezione.
L'ambascia degli angeli, il loro pianto, le loro premure, è ciò che proviamo noi quando perdiamo un amore.
L'angelo è la preghiera dell'universo.
I secoli e la storia non moriranno mai finché tu li attraverserai come una spada.

Ecco chi era mio figlio:

un duro grano di amore.

Ogni volta che Dio pensa
crea una angelo e lo deforma
a seconda del suo pensiero.
Le mie ginocchia
avide di molto cammino
sono state generate
dalla tua grazia.
Io e Gesù crocifissi, Signore,
siamo lo schianto di Dio.



>

In questo post c'è tutto, so che voi saprete leggerlo con i mie stessi occhi e con il mio stesso cuore.....
Le mie di parole torneranno presto, quelle di Alda Merini posso regalarvele perchè sono immortali.
Credo che dentro di noi ci sia una Terra Santa con cui fare i conti, altrimenti le nostre "vibrazioni" non avrebbero cantato nello stesso tempo e nello stesso spazio, uniti in un unico abbraccio.

mercoledì 18 novembre 2009

va bene così

Stavo per scrivere un post molto personale sul mio modo di essere cristiana, poi riflettendo, trovando difficoltà nell'esporre i miei pensieri, ho rinunciato. Io non sono capace di scrivere generalizzando, ho notato che il mio blog racconta tanto di me, forse troppo, così ho lasciato per il prossimo "parto" il post sul mio cristo. Dico parto, perchè sono sempre stata convinta che gli scrittori in un certo modo "partoriscono" i loro libri  e  forse io ci metto questo tipo di "esperienza" anche quando devo dire qualcosa.  Ultimamente ho cercato in altri luoghi, meno mediatici, il mio essere in animAzione. Mi sono trovata spesso ammutolita davanti alle  tante parole di altri blog, mi sono bloccata anche nel rispondere ai miei amici, tanto mi costava. Vi chiedo scusa per il mio stand by prolungato, non è per mancanza di affetto, ma non riesco più a ritrovare la motivazione del  mio "stare" qui. Parole, parole, parole......

C'è chi si parla addosso, chi parla per informare, chi per conoscere e conoscersi meglio, chi per fare amicizia, chi per denunciare, chi per condividere, chi per offrire, chi .............
Io spengo il computer. Sono nel mio deserto ma vi penso..... in silenzio.
Un bacio.

sabato 7 novembre 2009

Il crocifisso sempre più "provvisorio" o meglio "precario"

Altrachiesa

Povero Cristo in mano a Berlusconi

di Paolo Farinella, prete

I giornali del giorno 5 novembre 2009, riportano la foto di Berlusconi che tiene in mano un Crocifisso, abbastanza grande. Le cronache dicono che glielo abbia dato il prete di Fossa, nell’ambito della consegna delle case. Se c’è una immagine blasfema è appunto questa: colui che ha varato una legge incivile contro i «cristi immigrati», che parla di «difesa dei valori cristiani». Un prete che consegna il crocifisso a Berlusconi è uno spergiuro come e peggio di lui. Povero Cristo! Difeso da una massa di ladroni che non solo lo beffeggiano, ma lo crocifiggono di nuovo con la benedizione del Vaticano, che per bocca del suo esimio segretario di Stato, ringrazia il governo per il ricorso che presenterà alla Corte di appello di Strasburgo.
Possiamo dire che c’è una nuova «Compagnia di Gesù» fatta di corrotti, di corruttori, di ladri, di evasori, di mafiosi, di alti prelati còrrei di blasfemìa e di indecenza, di atei opportunisti, di cultori di valori e radic(ch)i(o) cristiani … chi prepara la croce, chi le fune, chi i chiodi, chi le spine, chi l’aceto … e i sommi sacerdoti a fare spettacolo ad applaudire. Intanto sul «povero Cristo» di nome Stefano Cucchi, morto per mancanza di «nutrizione e idratazione», da nessuno è venuta una parola di condanna verso i colpevoli di omicidio, nemmeno dai monsignori che hanno gridato «assassino» al papà di Eluana Englaro.
Povero Cristo, difeso dai preti come suppellettile e raccoglitore di polvere nei luoghi pubblici e da tutti dimenticato come Uomo-Dio che accoglie tutti e dichiara che sono beati i poveri, i miti, coloro che piangono, i costruttori di pace, i perseguitati, gli affamati! Povero Cristo, difeso dagli adoratori del dio Po e di Odino che ne fanno un segno di civiltà, mentre lasciano morire di fame e di freddo poveri sventurati in cerca di uno scampolo di vita. Povero Cristo, difeso dalla “ministra” Gelmini che trasforma il Crocifisso in un pezzo di tradizione “de noantri”, esattamente come la pizza, il pecorino, i tortellini. Povero Cristo, difeso da Bertone che lo mette sullo stesso piano delle zucche traforate.
Povero Cristo! Gli tocca ringraziare la Corte di Strasburgo, l’unica che si sia alzata in piedi per difenderlo dagli insulti di chi fa finta di onorarlo. Signore, pietà!
Guardando a quel Cristo che è il senso della mia vita di uomo e di prete, ho la netta sensazione che dalla sua comoda posizione di inchiodato alla croce, dica: Beati voi, difensori d’ufficio... beati voi che ho i piedi inchiodati, perché se fossi libero, un calcio ben assestato non ve lo leverebbe nessuno.



(6 novembre 2009)

venerdì 6 novembre 2009

E' una tradizione pubblicare il mio libretto......

E' ormai una tradizione pubblicare il mio libretto universitario aggiornato.....
porta pure fortuna!!!!

Lo faccio unicamente per sentirmi dire BRAVA!!!

30/10/2009 - Sociologia dell’educazione – Voto 25
30/10/2009 - Sociologia della famiglia - Voto: 27
25/09/2009 - Igiene scolastica - Voto: 30 e lode
11/09/2009 - Metodologia della ricerca pedagogica - Voto: 25
17/07/2009 - Lingua 1 - inglese - Voto: 27
03/07/2009 - Psicologia dello sviluppo - Voto: 30 e lode
12/06/2009 - Docimologia - Voto: 21
15/05/2009 - Psicologia dell'educazione - Voto: 30 e lode
17/04/2009 - Laboratorio di Tecniche di osservazione del comportamento infantile - Voto: 29
03/04/2009 - Storia moderna - Voto: 28
03/04/2009 - Pedagogia sociale - Voto: 25
20/03/2009 - Storia della letteratura per l'infanzia - Voto: 27
06/03/2009 - Storia contemporanea - Voto: 29
30/01/2009 - Storia della filosofia - Voto: 22
30/01/2009 - Antropologia culturale - Voto: 25
19/12/2008 - Storia della scuola e delle istituzioni educative - Voto: 23
19/12/2008 - Storia della pedagogia - Voto: 28
21/11/2008 - Teorie e tecniche della mediazione culturale - Voto: 30
21/11/2008 - Pedagogia interculturale - Voto: 23
17/10/2008 - Storia dell'educazione - Voto: 25
19/09/2008 - Laboratorio di Pedagogia Teatrale - Voto: 26
12/09/2008 - Metodologia dell'educazione interculturale - Voto: 22
11/07/2008 - Didattica generale - Voto: 20
09/05/2008 - Laboratorio modulo TIC - Voto: 30

E mi faccio pure un regalo
non capirete niente del mio dialetto, a volte penso che confiniamo con il Burundi, ma sono pur sempre orgogliosa delle mie origini "privernate". 



in questo complesso, trovato per caso navigando in internet, c'è una persona a me molto cara. L'ho vista crescere e per una serie di circostanze persa di vista da oltre 20 anni...... immaginate che magia, rivederla cresciuta, che suona il genere di musica che io amo di più al mondo: il blues.... Un esperimento questo azzeccatissimo, il blues in dialetto sonninese.

mercoledì 4 novembre 2009

Bambino

Una mia compagna di università mi ha fatto conoscere questa poesia, mi è piaciuta moltissimo. Ricorda  una  canzone di Guccini....... le condivido con voi con affetto.

Bambino

Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento


Alda Merini


martedì 27 ottobre 2009

Caro papà

Caro papà,
volevo pubblicare questa tua poesia in occasione del 150° dell'Italia nostra, ma in questi giorni mi è tornata tante volte in mente, soprattutto perchè mi vergogno vedendo  questo "bordello" che è diventata. Mi vergogno perchè io e tanti altri abbiamo permesso tutto questo, calpestando i vostri ideali e sacrifici. Tu che stavi in un paese straniero per lavorare, prendevi insulti dalla mattina alla sera, ti chiamavano italiano-Mussolini per farti sentire piccolo-piccolo, perchè la nostra storia è stata difficile da far digerire agli altri popoli. Tu, ti sei mai vergognato di essere italiano?  Mai. Hai scritto più di duecento poesie e la metà sono dedicate alla tua Patria, quanto amavi l'Italia! Tutta l'Italia;  ora cosa vedi papà? Cosa pensi di noi? Spero davvero che questo scempio non ti sfiori neanche da lontano, io cercherò di fare del mio meglio per proteggere i piccoli italiani a me affidati. Il senso di cittadinanza tanto sbandierato dalle riforme scolastiche, dovrebbero averlo ben impresso nelle menti questa specie di governanti-bordello-pidduisti-leghisti invece di imbrattare la nostra storia con le loro nefandezze. Scusa papà, eravamo un attimo distratti, ma vedrai che l'orgoglio per questa nostra Italia ritornerà, farà di nuovo parte della nostra vita. Voglio lasciarti con le parole di Giorgio Gaber, ridordi quanto mi piaceva?   "Abbiam fatto l'Europa, facciam ora l'Italia"......
 Magari in occasione del 150°?



Il mio paese

Se qualcuno mi dicesse: Dove sei nato?
Il cuore mi si riempirebbe allor di gioia.
M’invita a ricordar quel suolo amato
quel suolo al cui pensar, mi dà la vita.
Il mio paese, ha prati verdeggianti
dove vi sono fiumi con acque cristalline,
incantevoli panorami con meravigliosi tramonti
e pini profumati nelle colline.
Dalla Sicilia alle Alpi è tutto un bagliore
di una luce che brilla all’infinito,
la “zagara” profuma, lei dà l’amore
che, all’italico cuor mai è assopito.
E quei monti ammantati di purezza
fanno da cornice alla mia terra
rispecchiano l’anima nobile d’una razza
che ha illuminato il mondo di luce vera.
Italia è il nome del paese ove son nato
patria di geni e di eroi,
madre di tanti figli che al mondo hanno dato
gloria e vanto, conquistato al prezzo di tanti sudori.

Carlo Compagnoni, Australia 1971




domenica 25 ottobre 2009

CHI MUORE (Ode alla vita)
di Pablo Neruda

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.






Questa sera ho riletto in un "sorso" le poesie di Neruda,
ripensando alle piacevoli sensazioni dopo aver passeggiato
nel bosco autunnale......
Ode alla vita è quella che ora sento più vicina

domenica 18 ottobre 2009

la gazza ladra

La gazza ladra

Mio figlio Gabriele ha sette anni e un cassetto in bella vista in sala da pranzo, dove nasconde tutte le cose per lui importanti. Io lo chiamo il cassetto raccogli-rifiuti,
ci puoi trovare dal biglietto del treno timbrato, alla carta argentata della gomma da masticare, ai tappi delle bottigliette con i disegni carini, il suo pettine preferito, ma anche i miei anelli e bracciali perché aspetta il momento giusto per regalarli alla sua amichetta del cuore….. insomma Gabriele è una specie di “gazza ladra” che ogni tanto si mette li ad ammirare la sua refurtiva.
A lui piace chiamarlo il “cassetto dei sogni” non sapendo quanto è bella questa espressione e quanti pensieri può rievocare una frase così poetica.
Chi di noi non ha mai avuto un cassetto pieno di cianfrusaglie dove nascondere i segreti e i ricordi…… ogni tanto tale spazio implorava una bonifica, tanto era zeppo.
Ora a 45 anni suonati che darei per rivedere il mio di quando avevo 10 anni….. era un cassetto di legno, con il pomello di vetro trasparente… in realtà i cassetti erano due, uno quello ufficiale delle posate, in ordine e pulite….. l’altro: era un turbinio di oggetti tutti utili e preziosi, messi da parte perché prima o poi la necessità li avrebbe cercati e utilizzati
Insieme ai i tappi di sughero, c’erano i lacci delle scarpe, il fil di ferro sottile, il martello, la pinza e il cacciavite invece erano abusivi, ma perché riporli nella cassetta degli attrezzi?
Lì erano sicuramente a portata di mano e aprendo quel cassetto dalle 40 alla 50 volte al giorno, ispiravano anche la mia creatività di bambina sempre in cerca di cose da fare, da costruire e da…. rompere. Il mio di cassetto più che ai sogni, faceva pensare ad un emporio di ferramenta. La mia curiosità, presunzione e scelleratezza spesso mi faceva combinare un sacco di guai: un po’ come diceva qualcuno: “I posti erano tutti occupati quindi mi sono seduta dalla parte del torto”. Con una sorella grandissima e un fratello mostruosamente intelligente io un ruolo lo dovevo pure avere……



mercoledì 14 ottobre 2009

tu vuò fa l'americano

13/10/2009 (9:49) - LE INDISCREZIONI SUL WASHINGTON POST

"Obama invia 13 mila
soldati in Afghanistan
"
che delusione!!!!


Ma perchè a Gandhi non hanno mai dato il Nobel?
Ma che premio è? Allora può vincere anche Lui, la nostra Luce, tanto si è candidato pure a quello!


dal sito ufficiale:
Finalmente un italiano: Silvio Berlusconi

Il Premio Nobel per la Pace non è mai stato assegnato ad un italiano dal 1907 ad oggi.
E' finalmente venuta l'ora di sfatare un tabù che dura da più di cento anni, ovvero da quanto nel 1907, ad aggiudicarselo fu Ernesto Teodoro Moneta.
Alla corsa per l'ambito riconoscimento si sono succeduti, in questi anni, numerosi politici e capi di Stato, tra i quali potremmo citare, Yasser Arafat, il presidente della Corea del Sud, Kim Dae-Jung, l'ex presidente americano, Jimmy Carter, Al Gore e, nel 2009 Barak Omama, al quale rivolgiamo i nostri più sentiti auguri.
Oggi crediamo che, anche, l'Italia meriti di ricevere tale riconoscimento, e di essere degnamente rappresentata da Silvio Berlusconi, per il suo indiscusso impegno umanitario in campo nazionale ed internazionale.
Il 26 maggio 2009, dalle ore 10:30 alle ore 18:30, in Piazza di Pietra a Roma, il Comitato della Libertà ha dato avvio alla raccolta delle adesioni alla candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace.
La candidatura verà inviata all'Istituto Nobel Norvegese il 16 gennaio 2010.
Il Comitato della Libertà vi invita a partecipare alla "Festa del Sannio del PDL" il giorno 11 ottobre 2009, alle ore 10:30 in Benevento al Palatedeschi, dove interverrà Silvio Berlusconi. Per tutti i dettagli vedasi la sezione "news su di noi".


Qua ci vorrebbe la famosa pernacchia di Totò!!!!!!!!!!!!


martedì 13 ottobre 2009

onora il padre e la madre....

Ieri ho assistito ad una scena di quelle che ti segnano la vita.....la bestialità dell'uomo non ha limiti! Non sono riuscita a dormire e pensavo come fare per aiutare una persona in difficoltà. Tutti sanno, nessuno fa niente, ma per ginnastica si genuflettono davanti a Cristo!
Questo è l'uomo, commette le azioni più atroci e se ne dimentica subito, torna ad essere "normale"...... Quante di queste persone normali ci circondano? Quanto di quel Barabba abbiamo dentro di noi? Come facciamo a convivere con tanti pesi? Oggi questo mi assilla più di Berlusconi e della sinistra che continua a regalargli l'Italia.

NESSUNO ESCLUSO

NESSUNO ESCLUSO

Vale la pena leggere questo articolo di Giuliano Falco

sabato 10 ottobre 2009

la storia siamo noi

Conoscevo già da anni il discorso di Pietro Calamandrei, ma ho voluto rileggerlo proprio in questi giorni, in cui i teatrini e i copioni già scritti vengono alla luce. Ho letto un libro per l'esame di storia contemporanea: "Il popolo bambino" in cui si analizzavano l'infanzia e la nazione dalla Grande Guerra a Salò. Credo che il vent'ennio fascista sia stato il vero copione di Berlusconi, è sbalorditivo leggere l'ascesa del Duce, i mezzi d'informazione che usava, ecc...
La sua sete di potere ha ucciso migliaia di adolescenti pronti a morire per ideali "preconfezionati" ad arte....
Le lobby massoniche che detengono il potere, l'economia, manipolano come vogliono i sentimenti della gente. Bossi è uno strumentucolo che fa vincere Berlusconi rispolverando la paura dell'altro, dello straniero che viene a delinquere, fa leva sul razzismo spicciolo, come i Talebani che opprimono il loro popolo con i "credi" religiosi tribali. Il meccanismo non cambia. Le migrazioni ci sono sempre state, volute dall'economia e in Italia dallo Stato e dalla mafia che attualmente le controlla. Il problema è che lasciano il cittadino da solo a combattere ogni giorno con i problemi che inevitabilmente questi poveri cristi portano come bagaglio personale: la casa, il lavoro, la lingua, l'integrazione, ecc....





I HOPE
Spero fortemente che le parole di questa canzone siano profetiche per i prossimi mesi......

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono "Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera".
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.

giovedì 8 ottobre 2009

Qualcuno si è ispirato......


Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale
«Facciamo l'ipotesi» 1950


............Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime. Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci).

Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Cos" la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.

Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: (1) ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. (2) Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. (3) Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest'ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l'operazione [...]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito [...].

Per prevedere questo pericolo, non ci voleva molta furberia. Durante la Costituente, a prevenirlo nell'art. 33 della Costituzione fu messa questa disposizione: "Enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza onere per lo Stato". Come sapete questa formula nacque da un compromesso; e come tutte le formule nate da compromessi, offre il destro, oggi, ad interpretazioni sofistiche [...]. Ma poi c'è un'altra questione che è venuta fuori, che dovrebbe permettere di raggirare la legge. Si tratta di ciò che noi giuristi chiamiamo la "frode alla legge", che è quel quid che i clienti chiedono ai causidici di pochi scrupoli, ai quali il cliente si rivolge per sapere come può violare la legge figurando di osservarla [...]. E venuta cos" fuori l'idea dell'assegno familiare, dell'assegno familiare scolastico.

Il ministro dell'Istruzione al Congresso Internazionale degli Istituti Familiari, disse: la scuola privata deve servire a "stimolare" al massimo le spese non statali per l'insegnamento, ma non bisogna escludere che anche lo Stato dia sussidi alle scuole private. Però aggiunse: pensate, se un padre vuol mandare il suo figliolo alla scuola privata, bisogna che paghi tasse. E questo padre è un cittadino che ha già pagato come contribuente la sua tassa per partecipare alla spesa che lo Stato eroga per le scuole pubbliche. Dunque questo povero padre deve pagare due volte la tassa. Allora a questo benemerito cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, per sollevarlo da questo doppio onere, si dà un assegno familiare. Chi vuol mandare un suo figlio alla scuola privata, si rivolge quindi allo Stato ed ha un sussidio, un assegno [...].

Il mandare il proprio figlio alla scuola privata è un diritto, lo dice la Costituzione, ma è un diritto il farselo pagare? » un diritto che uno, se vuole, lo esercita, ma a proprie spese. Il cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, se la paghi, se no lo mandi alla scuola pubblica. Per portare un paragone, nel campo della giustizia si potrebbe fare un discorso simile. Voi sapete come per ottenere giustizia ci sono i giudici pubblici; peraltro i cittadini, hanno diritto di fare decidere le loro controversie anche dagli arbitri. Ma l'arbitrato costa caro, spesso costa centinaia di migliaia di lire. Eppure non è mai venuto in mente a un cittadino, che preferisca ai giudici pubblici l'arbitrato, di rivolgersi allo Stato per chiedergli un sussidio allo scopo di pagarsi gli arbitri! [...]. Dunque questo giuoco degli assegni familiari sarebbe, se fosse adottato, una specie di incitamento pagato a disertare le scuole dello Stato e quindi un modo indiretto di favorire certe scuole, un premio per chi manda i figli in certe scuole private dove si fabbricano non i cittadini e neanche i credenti in una certa religione, che può essere cosa rispettabile, ma si fabbricano gli elettori di un certo partito [...]. ......

STRINGIAMOCI A COORTE!



Effetto Tsunami?

mercoledì 7 ottobre 2009

Pensiero Positivo

Sono sempre stata attratta dai libri di psicologia motivazionale, questo blog si chiama traguardi per questo. Pubblicizzavo e-book e facevo network marketing per una casa editrice specializzata. Ho sempre creduto nella magia e nella potenza del sogno, nell'obiettivo trainante che ti fa migliorare in ogni campo. Ho letto decine di libri sull'argomento. Ma il blog è uno strumento in evoluzione, proprio come la nostra personalità, quindi cambia e cresce con te. Ho iniziato a raccontare di me naturalmente, come un diario, come una persona "senza pelle", che non trattiene le emozioni e le fa traspirare. A volte creando qualcosa, altre aiutandomi con lavori di altri, ricercati sempre per trasmettere me stessa. Ho cancellato i primi post perchè erano confezionati ad arte per "vendere" e io ho cambiato il mio "servo meccanico"

Ma questo vecchissimo post non l'ho cancellato:

Traguardo o sogno, desiderio, obiettivo, ecc....non è importante come chiamarlo ma è "fondamentale" definirlo nei minimi particolari.

L'essere umano per natura è guidato dagli obiettivi che si prefigge lungo l'arco della sua vita, ma sono mille poi le condizioni che favoriscono o impediscono la loro realizzazione, sicuramente una buona immagine di se stessi aiuta molto per raggiungere una meta.

Impariamo dai bambini: quando desiderano tanto qualcosa, ti descrivono minuziosamente il modello, il colore, quanto costa, dove l'hanno visto, ritagliano fotografie dai giornali e le appiccicano dappertutto, sognano ad occhi aperti, ne parlano in continuazione e....lo mettono al primo posto nella lista dei loro desideri.

La validità di un obiettivo descritto bene è provata: c'è un libro molto interessante che è un pò il padre di tutti i libri sulla crescita personale, si intitola "Psicocibernetica" scritto da Maxwell Maltz intorno al 1960, un chirurgo plastico che diventa psicologo aiutando i suoi pazienti a riscoprire il loro vero "io", applicando i principi di fisica e cibernetica alla psicologia.

Il dott. Maltz intuisce l'importanza di un'immaginazione "viva" per contrastare le "false credenze" dei suoi pazienti, che non miglioravano anche quando lui li sottoponeva ad interventi di chirurgia estetica, per rimuovere quei difetti che dovevano essere la causa della loro frustrazione.Così suggerisce una serie di esercizi pratici per riprogrammare la loro immagine e migliorarne la vita stessa.

Principio fondamentale è come funziona il nostro "sistema-guida" , come un servomeccanico che possiamo puntare su determinati obiettivi e che nel "subconscio" lavora per noi.Praticamente spiega "quanto è naturale per l'uomo l'istinto al successo, perchè a differenza degli animali che come traguardi hanno la loro sopravvivenza, l'uomo è dotato dell'immaginazione creativa che non è solo dei poeti o inventori, ecc.. ma è creativa in ogni cosa che facciamo".






Questo video per rispondere al commento di Piero

sabato 3 ottobre 2009

P.A.C.E.



La maestra ha chiesto a mia figlia di trovare un acrostico con la parole PACE e di scrivere un breve messaggio perchè il 6 ottobre si festeggerà la PACE in onore di San Francesco. Tutti i messaggi verranno messi dentro i palloncini e fatti volare......


Spero che quando scoppierà il palloncino di Valentina cada in testa proprio a me! Ho bisogno di queste parole, voglio ricominciare da queste parole e ....... vi saluto con queste parole.









Pioggia e lacrime.


Quante tragedie annunciate!
La stupidità dell'uomo non ha limiti!

lunedì 21 settembre 2009

pioggia o lacrime?



















Io, nato Primo di nome e di cinque fratelli,
uomo di bosco e di fiume, lavoro e di povertà,
ma uomo sereno di dentro, come i pesci e gli uccelli
che con me dividevano il cielo, l' acqua e la libertà...

Perchè sono in prigione per sempre, qui in questa pianura
dove orizzonte rincorre da sempre un uguale orizzonte,
dove un vento incessante mi soffia continua paura,
dove è impossibile scorgere il profilo d'un monte ?

E se d'inverno mi copre la neve gelata
non è quella solita in cui affondava il mio passo
forte e sicuro, braccando la lieve pestata
che lascia la volpe, o l' impronta più greve del tasso...

Ho cancellato il ricordo e perchè son caduto,
rammento stagioni in cui dietro ad un sole non chiaro
veniva improvviso quel freddo totale, assoluto
e infine lamenti, poi grida e bestemmie e uno sparo...

Guarda la guerra che beffa, che scherzo puerile,
io che non mi ero mai spinto in un lungo cammino
ho visto quel poco di mondo da dietro a un fucile,
ho visto altra gente soltanto da dietro a un mirino...

E siamo in tanti coperti da neve gelata,
non c'è più razza o divisa, ma solo l' inverno
e quest'estate bastarda dal vento spazzata
e solo noi, solo noi che siam morti in eterno.

Io che guardavo la vita con calmo coraggio,
cosa darei per guardare gli odori della mia montagna,
vedere le foglie del cerro, gli intrichi del faggio,
scoprire di nuovo dal riccio il miracolo della castagna.





giovedì 17 settembre 2009

Tristezza

Scuola elementare "Bruno Ciari" di Cocomaro di Cona (FE)

Che esempio diamo a questi bambini?
Cosa rispondiamo quando ci chiedono, ma perchè la chiamano "Missione di Pace?"

I COLORI DELLA GUERRA
di Mascia V.

La guerra è nera come il buio.
Le bombe sono grigie.
Le armi sono marroni.
La morte è bianca.
La tristezza delle persone è grigio scuro.
Le case distrutte sono marroni.
Gli aerei che portano le bombe sono verde scuro.
Se io fossi una fata dipingerei tutto questo
di colori vivaci per far finire la guerra.

TRISTEZZA
di Simone C.

C'è tristezza per noi uomini
C'è tristezza per la terra.
Noi non pensiamo
Noi distruggiamo e massacriamo;
noi la tristezza la teniamo dentro.
Prima facciamo poi pensiamo.
Più noi facciamo più la terra distruggiamo.
C'è tristezza.
C'è tristezza per chi muore e
per chi vive.



Americà facce Tarzan!!!!

martedì 15 settembre 2009

Discorso di Obama agli studenti

BARACK OBAMA

So che per molti di voi questo è il primo giorno di scuola. E per chi è all’asilo o all’inizio delle medie o delle superiori è l’inizio di una nuova scuola, così un minimo di nervosismo è comprensibile.

Immagino che tra voi ci siano dei veterani a cui manca solo un anno per concludere gli studi e quindi contenti. E, non importa a quale classe siate iscritti, qualcuno tra voi probabilmente sta pensando con nostalgia all’estate e rimpiange di non aver potuto dormire un po’ di più stamattina. So cosa vuol dire. Quando ero giovane la mia famiglia visse in Indonesia per qualche anno e mia madre non aveva abbastanza denaro per mandarmi alla scuola che frequentavano tutti i ragazzini americani. Così decise di darmi lei stessa delle lezioni extra, dal lunedì al venerdì alle 4,30 di mattina. Ora, io non ero proprio felice di alzarmi così presto. Il più delle volte mi addormentavo al tavolo della cucina. Ma ogni volta quando mi lamentavo mia madre mi dava un’occhiata delle sue e diceva: «Anche per me non è un picnic, ragazzo».

Ora, io ho fatto un sacco di discorsi sull’istruzione. E ho molto parlato di responsabilità. Della responsabilità degli insegnanti che devono motivarvi all’apprendimento e ispirarvi. Della responsabilità dei genitori che devono tenervi sulla giusta via e farvi fare i compiti e non lasciarvi passare la giornata davanti alla tv. Ho parlato della responsabilità del governo che deve fissare standard adeguati, dare sostegno agli insegnanti e togliere di mezzo le scuole che non funzionano, dove i ragazzi non hanno le opportunità che meritano. Ma alla fine noi possiamo avere gli insegnanti più appassionati, i genitori più attenti e le scuole migliori del mondo: nulla basta se voi non tenete fede alle vostre responsabilità. Andando in queste scuole ogni giorno, prestando attenzione a questi maestri, dando ascolto ai genitori, ai nonni e agli altri adulti, lavorando sodo, condizione necessaria per riuscire.

Questo è quello che voglio sottolineare oggi: la responsabilità di ciascuno di voi nella vostra educazione. Parto da quella che avete nei confronti di voi stessi. Ognuno di voi sa far bene qualcosa, ha qualcosa da offrire. Avete la responsabilità di scoprirlo. Questa è l’opportunità offerta dall’istruzione. Magari sapete scrivere bene, abbastanza bene per diventare autori di un libro o giornalisti, ma per saperlo dovete scrivere qualcosa per la vostra classe d’inglese. Oppure avete la vocazione dell’innovatore o dell’inventore, magari tanto da saper mettere a punto il prossimo i Phone o una nuova medicina o un vaccino, ma non potete saperlo fino a quando non farete un progetto per la vostra classe di scienze.

Oppure potreste diventare un sindaco o un senatore o un giudice della Corte suprema ma lo scoprirete solo se parteciperete a un dibattito studentesco. Non è solo importante per voi e per il vostro futuro. Che cosa farete della vostra possibilità di ricevere un’istruzione deciderà il futuro di questo Paese, nulla di meno. Ciò che oggi imparate a scuola domani sarà decisivo per decidere se noi come nazione sapremo raccogliere le sfide che ci riserva il futuro. Avrete bisogno della conoscenza e della capacità di risolvere i problemi che imparate con le scienze e la matematica per curare malattie come il cancro e l’Aids e per sviluppare nuove tecnologie ed energie e proteggere l’ambiente. Avrete bisogno delle capacità di analisi e di critica che si ottengono con lo studio della storia e delle scienze sociali per combattere la povertà e il disagio, il crimine e la discriminazione e rendere la nostra nazione più corretta e più libera.

Vi occorreranno la creatività e l’ingegno che vengono coltivati in tutti i corsi di studio per fondare nuove imprese che creeranno posti di lavoro e faranno fiorire l’economia. So che non è sempre facile far bene a scuola. So che molti di voi devono affrontare sfide tali da rendere difficile concentrarsi sui compiti e sull’apprendimento.

Mi è successo, so com’è. Mio padre lasciò la famiglia quando avevo due anni e sono stato allevato da una madre single che lottava ogni girono per pagare i conti e non sempre riusciva a darci quello che avevano gli altri ragazzi. Spesso sentivo la mancanza di mio padre. A volte mi sentivo solo e pensavo che non ce l’avrei fatta. Non ero sempre così concentrato come avrei dovuto.

Ho fatto cose di cui non vado fiero e sono finito nei guai. E la mia vita avrebbe potuto facilmente prendere una brutta piega.

Ma sono stato fortunato. Ho avuto un sacco di seconde possibilità e l’opportunità di andare al college e alla scuola di legge e seguire i miei sogni. Qualcuno di voi potrebbe non godere di questi vantaggi. Può essere che nella vostra vita non ci siano adulti che vi appoggiano quanto avete bisogno. Magari nelle vostre famiglie qualcuno ha perso il lavoro e il denaro manca. O vivete in un quartiere poco sicuro, o avete amici che cercano di convincervi a fare cose sbagliate. Ma, alla fine dei conti, le circostanze della vostra vita - il vostro aspetto, le vostre origini, la vostra condizione economica e familiare - non sono una scusa per trascurare i compiti o avere un atteggiamento negativo. Non ci sono scuse per rispondere male al proprio insegnante, o saltare le lezioni, o smettere di andare a scuola. Non c’è scusa per chi non ci prova.

Il vostro obiettivo può essere molto semplice: fare tutti i compiti, fare attenzione a lezione o leggere ogni giorno qualche pagina di un libro. Potreste decidere di intraprendere qualche attività extracurricolare o fare del volontariato. Potreste decidere di difendere i ragazzi che vengono presi in giro o che sono vittime di atti di bullismo per via del loro aspetto o delle loro origini perché, come me, credete che tutti i bambini abbiano diritto a un ambiente sicuro per studiare e imparare. Potreste decidere di avere più cura di voi stessi per rendere di più e imparare meglio.

E in tutto questo, spero vi laviate molto le mani e ve ne stiate a casa se non state bene in modo da evitare il più possibile il contagio dell’influenza quest’inverno. Qualunque cosa facciate voglio che vi ci dedichiate. So che a volte la tv vi dà l’impressione di poter diventare ricchi e famosi senza dover davvero lavorare, diventando una star del basket o un rapper, o protagonista di un reality. Ma è poco probabile, la verità è che il successo è duro da conquistare.

Non vi piacerà tutto quello che studiate. Non farete amicizia con tutti i professori. Non tutti i compiti vi sembreranno così fondamentali. E non avrete necessariamente successo al primo tentativo. È giusto così. Alcune tra le persone di maggior successo nel mondo hanno collezionato i più enormi fallimenti. Il primo Harry Potter di JK Rowling è stato rifiutato dodici volte prima di essere finalmente pubblicato. Michael Jordan fu espulso dalla squadra di basket alle superiori e perse centinaia di incontri e mancò migliaia di canestri durante la sua carriera. Ma una volta disse: «Ho fallito più e più volte nella mia vita. Ecco perché ce l’ho fatta».

Nessuno è nato capace di fare le cose, si impara sgobbando. Non sei mai un grande atleta la prima volta che tenti un nuovo sport. Non azzecchi mai ogni nota la prima volta che canti una canzone. Occorre fare esercizio. Con la scuola è lo stesso. Può capitare di dover fare e rifare un esercizio di matematica prima di risolverlo o di dover leggere e rileggere qualcosa prima di capirlo, o dover scrivere e riscrivere qualcosa prima che vada bene. La storia dell’America non è stata fatta da gente che ha lasciato perdere quando il gioco si faceva duro ma da chi è andato avanti, ci ha provato di nuovo e con più impegno e ha amato troppo il proprio Paese per fare qualcosa di meno che il proprio meglio.

È la storia degli studenti che sedevano ai vostri posti 250 anni fa e fecero una rivoluzione per fondare questa nazione. Di quelli che sedevano al vostro posto 75 anni fa e superarono la Depressione e vinsero una guerra mondiale. Che combatterono per i diritti civili e mandarono un uomo sulla Luna. Di quelli che sedevano al vostro posto 20 anni fa e hanno creato Google, Twitter e Facebook cambiando il modo di comunicare.

Così, vi chiedo, quale sarà il vostro contributo? Quali problemi risolverete? Quali scoperte farete? Il presidente che verrà di qui a 20, 50 o 100 anni cosa dirà che avrete fatto per questo Paese? Le vostre famiglie, i vostri insegnanti e io stiamo facendo di tutto per fare sì che voi abbiate l’istruzione necessaria per saper rispondere a queste domande. Mi sto dando da fare per garantirvi classi e libri e accessori e computer, tutto il necessario al vostro apprendimento. Ma anche voi dovete fare la vostra parte. Quindi da voi quest’anno mi aspetto serietà. Mi aspetto il massimo dell’impegno in qualsiasi cosa facciate. Mi aspetto grandi cose, da ognuno di voi. Quindi non deludeteci, non deludete le vostre famiglie, il vostro Paese e voi stessi. Rendeteci orgogliosi di voi. So che potete farlo.

domenica 13 settembre 2009

Suona la campanella!

Don Alex Zanotelli, padre comboniano sempre al servizio degli ultimi del mondo e per questo un prete scomodo!

Loro sono in prima linea sempre e noi?




http://www.peacelink.it/mosaico/a/20565.html

il conto alla rovescia è iniziato

Lettera di ripudio

Il mio nome è Paolo Farinella, prete della Chiesa cattolica residente nella diocesi di Genova. Come cittadino della Repubblica Italiana, riconosco la legittimità formale del suo governo, pur pensando che lei abbia manipolato l’adesione della maggioranza dei pensionati e delle casalinghe che si formano un’idea di voto solo attraverso le tv, di cui lei ha fatto un uso spregiudicato e illegittimo. Lei in Italia possiede tre tv e comanda quelle pubbliche nelle quali ha piazzato uomini della sua azienda o a lei devoti e proni. Nel mese di agosto 2009 ha inaugurato una nuova tv africana, Nessma, a cui ha fatto pubblicità sfruttando illecitamente la sua posizione di presidente del consiglio e dove ha detto il contrario di quello che opera in politica e con le leggi varate dal suo governo in materi di immigrazione. Se lei è pronto a smentire, come è suo solito, ecco, si guardi il seguente filmato e giudichi da lei perché potrebbe trattarsi di Veronica Lario travestita da lei:

< http://www.youtube.com/watch?v=Se3yqycsMyg&feature=video_response >.

Faccia vedere il video ai suoi amici leghisti e nel frattempo ascolti cosa dice il sindaco di Treviso, lo sceriffo Giancarlo Gentilini del partito di Bossi, ad un raduno del suo partito xenofobo dove ha esposto «Il vangelo secondo Gentilini» con chiarezza diabolica: «Voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari … Voglio la rivoluzione contro i bambini degli immigrati … Ho distrutto due campi di nomadi e ne vado orgoglioso. Voglio la rivoluzione contro coloro che vogliono le moschee: i musulmani se vogliono pregare devono andare nel deserto, ecc. ecc. Questo è il Vangelo secondo Giancarlo Gentilini (sindaco di Treviso): “Tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri, ma non avanzerà niente”». Questo il link con la sua voce in diretta; si prepari ad ascoltare il demonio in persona:

< http://www.youtube.com/watch?v=_WCZNQJkV3E&feature=related >.

Legittimità elettorale e dignità etica

Riconoscere la legittimità del suo governo, con riserva etico-giuridica, non significa riconoscere anche la sua legittimità morale a governare il Paese perché lei non ha alcuna cultura dello Stato e delle sue Istituzioni, ma solo quella di difendere se stesso dalla Giustizia e i suoi interessi patrimoniali che sotto i suoi governi prosperano alacremente. Il conflitto di interessi pesa come un macigno sulla Nazione e la sua economia, ma lei è bravo ad imbrogliare le carte, facendolo derubricare nella coscienza della maggioranza che ne paga le conseguenze economiche e democratiche. Cornuti e mazziati dicono a Napoli.

Quando la sua maggioranza si sveglierà dall’oppio che lei ha diffuso a piene mani sarà troppo tardi e intanto il Paese paga il conto dei suoi avvocati, nominati da lei senatori, cioè stipendiati con soldi pubblici. Allo stesso modo stiamo pagando i condoni fiscali che lei si è fatto su misura sua e della sua azienda, sottraendo denaro al popolo italiano. In morale questo viene definito come doppio furto.

Da quando lei «è sceso in campo», l’Italia ha iniziato un degrado inesorabile e costante che perdura ancora oggi, codificato nel termine «berlusconismo» che è la sintesi delle maledizioni che hanno colpito l’Italia sia sul piano economico (mai l’economia è stata così disastrata come sotto i suoi governi), su quello sociale (mai si sono avuti tanti poveri, disoccupati e precari come sotto i suoi governi), e su quello civile (mai come sotto i suoi governi è sorta la categoria del «nemico» da odiare e da abbattere). Lei, infatti, usa la menzogna come verità e la calunnia come metodo, presentandosi come modello di furbizia e di utilizzatore finale di leggi immorali e antidemocratiche come tutte quelle «ad personam».

Nei confronti dell’ultima illegalità, che grida giustizia al cospetto di Dio, il decreto 733-B/2009, che segna una pietra miliare nel cammino di inciviltà e di negazione di quelle radici cristiane di cui la sua maggioranza ama fare i gargarismi, sappia che siamo cento, mille, diecimila, milioni che faremo obiezione di coscienza all’ignobile e illegale decreto, pomposamente detto «decreto sicurezza»: diventeremo tutti clandestini e sostenitori dei cittadini di altri Paesi, specialmente africani, in quanto «persone», anche se clandestini, a costo della nostra vita. Dobbiamo ubbidire alla nostra coscienza piuttosto che alle sue leggi razziali e disumane. La legge che definisce l’immigrazione come illegalità è un insulto a tutte le Carte internazioni e nazionali sui «diritti», un vulnus alla dottrina sociale della Chiesa e colloca l’Italia tra le nazioni responsabili delle stragi degli innocenti, perseguitati e titolari del diritto di asilo.


Essere «alto» ed essere »grande»

Lei non è e non sarà mai uno «statista» se sente il bisogno di fare vedere alle sue donnine i filmati che lo ritraggono tra i «grandi». Per essere «grande», non basta rialzare le suole delle scarpe, ma occorre avere una visione oltre se stesso, una visione «politica» che a lei è estranea del tutto, incapace come è di vedere oltre i suoi interessi. Per potere emergere dallo squallore in cui lei è maestro, ha profuso a piene mani il virus dell’antipolitica, il qualunquismo populista, trasformando la «polis» da luogo di convergenza di ideali e di interessi a mercato di convenienza e di sopraffazione. Lei, da esperto di vecchio pelo, ha indotto i cittadini ad evadere il fisco che in uno Stato democratico è prevalentemente un dovere civile di solidarietà e per un cristiano un obbligo di coscienza perché strumento di condivisione per servizi essenziali alla corretta e ordinata convivenza civile e sociale. Durante il suo governo le tasse sono aumentate perché incapace di porre un freno alla spesa pubblica che anzi galoppa come non si è mai visto. Non faccia confusione tra «essere alto» e «essere grande», come insegna Napoleone che lei ben volentieri scimmiotta, senza riuscire ad eguagliare l’ombra del dittatore.

Lei non può negare di essere stato piduista (tessera n. 1816) e forse di esserlo ancora, se come sembra, con il suo governo cerca di realizzare la strategia descritta nei documenti sequestrati al gran maestro Licio Gelli, a Castiglion Fibocchi (Comunicato Ansa del 17 marzo 1981 ore 12:18, da cui emerge il suo numero di tesserato; cf intervista di Licio Gelli su Repubblica.it del 28-09-2003).


La maledizione italiana

A lei nulla importa dei valori religiosi, etici e sociali, che usa come stracci a suo comodo esclusivo, senza esimere di vantarsi di essere ossequioso degli insegnamenti etici e sociali della Chiesa cattolica, di cui si è sempre servito per averne l’appoggio e il sostegno. Partecipa convinto al «Family-Day» in difesa della famiglia tradizionale, monogamica formata da maschio e femmina e poi ce lo ritroviamo con prostitute a pagamento che registrano la sua voce nel letto di Putin; oppure spogliarelliste che lei ha nominato ministre: è lecito chiedersi, in cambio di cosa? Come concilia questo suo comportamento con le sue dichiarazioni di adesione agli insegnamenti della Chiesa cattolica? La «corrispondenza d’amorosi sensi» tra lei, il Vaticano e la gerarchia cattolica è la maledizione piombata sull’Italia ed una delle cause del progressivo e costante allontanamento dalla Chiesa delle persone migliori. I prelati, come sempre nella storia, fanno gli affari loro e lei che di affari se ne intende si è lasciato usare ed ha usato senza scrupoli offrendo la sua collaborazione e cercando quella della cosiddetta «finanza cattolica» legata a doppia mandata con il Vaticano. Se volesse avere la documentazione di legga il molto istruttivo saggio di Ferruccio Pinotti e Udo Gümpel, «L’unto del Signore», BUR, Rizzoli, Milano 2009.

Gli ecclesiastici, da perfetti «uomini di mondo, hanno capito che con lei al governo potevano imporre al parlamento leggi e decreti di loro interesse, utilizzandolo quindi come braccio secolare. Per questo obiettivo, devono però rinunciare alla loro religiosità e adeguarsi alla paganità del potere che esige la contropartita. Lei, infatti, è sostenuto dall’Opus Dei, da Comunione e Liberazione e da tutte le organizzazioni e sètte cattoliche che si lasciano manovrare a piacimento con lo spauracchio dei «comunisti» e con l’odore satanico dei soldi.

Il Vaticano e i vescovi, non essendo profeti, ma esercenti gestori di una ditta pagana, non hanno saputo o voluto cogliere le conseguenze nefaste che sarebbero derivate al Paese da questo connubio incestuoso; di fatto sono caduti nella trappola che essi stessi e lei avevate preparato. L’incidente di Vittorio Feltri, da lei, tramite la famiglia, nominato direttore del suo «Il Giornale» con cui uccide sulla pubblica piazza Dino Boffo, direttore di «Avvenire» portavoce della Cei, va oltre le vostre intenzioni e come un granellino si sabbia inceppa il motore. Oppure, secondo l’altra vulgata, tutto sarebbe stato progettato da lei e Bertone per permettere a questi di mettere le mani sulla Cei e a lei di fare tacere un sussurro appena modulato di critica sui suoi comportamenti disgustosi. Senza volersi arrampicare sugli specchi forse si è verificato un combinato disposto, non nei tempi e nelle forme da voi progettato.

Il giorno 7 agosto 2009, in un colloquio riservato con il cardinale Angelo Bagnasco, lo misi in guardia: «Stia attento – gli dissi – e si prepari alla guerra d’autunno perché con la nomina di Feltri al Giornale di Berlusconi (20-07-2009), la guerra sarà totale e senza esclusione di colpi. Berlusconi non può rispondere alle domande di la Repubblica e non può andare in tv a dare spiegazioni. Può continuare a negare sulle piazze per gli allocchi, ma nemmeno lui, menzognero di professione potrebbe negare davanti a domande precise e contestazioni puntuali. Per questo non lo farà mai, tanto meno in Parlamento. Non ha che un mezzo: sguazzare nel fango facendolo schizzare su tutti e su tutto, in base al principio che se tutto è infangato, nessuno è infangato». Il cardinale mi guardò come stupito e incredulo, reputando impossibile la mia previsione. Credo che ora si morda le labbra.

Eppure credo anche che lei sia finito: per la finanza internazionale e per gli interessi di coloro che lo hanno sostenuto, Vaticano compreso, lei ora è ingombrante e impresentabile e deve essere sostituito, ma lei non cadrà indenne, farà più danni che potrà, un nuovo Sansone in miniatura. Lei sa che deve andarsene, ma sa anche che passerà alla storia non come quel «grande, immenso» presidente che è stato lei, ma come «l’utilizzatore finale di prostitute che altri pagavano per conto suo». Non c’è che dire: lei è un grande in bassezza e amoralità.


Spergiuro

Nella trappola non è caduto il popolo di Dio, formato da «cristiani adulti» che tanto dispiacciano al papa «pro tempore» Benedetto XVI: lei non potrà mai manipolarli come non potrà mai possedere le coscienze dei non credenti austeri, cultori della laicità dello Stato che lei vilipende e svende, sempre e comunque, per suo inverecondo interesse. Lei ha la presunzione ossessiva di definirsi liberale, ma non sa cosa sia il liberismo, mentre è l’ultima caricatura di promettente e decadente comunista sovietico di stampo breshnieviano, capace di usare il popolo per affermare la propria ingordigia patologica di potere. D’altronde il suo amico per la pelle non è l’ex «kgb» Vladimir Vladimirovic Putin, nella cui dacia è ospitato secondo la migliore tradizione comunista italiana?

Dal punto di vista della morale cattolica, lei è uno spergiuro perché ha giurato sulla testa dei suoi figli, senza pudore e alcuni giorni dopo il «ratto di Noemi», ha dato dello stesso fatto diverse versioni differenti, condannando se stesso e la testa dei suoi figli alla pena dello spergiuro che già Cicerone condannava con la «rovina» e l’esposizione all’umana infamia: «Periurii poena divina exitium, humana dedecus – La pena divina dello spergiuro è la rovina e l’infamia/il disprezzo degli uomini» (De legibus, II, 10, 23; cf anche De officis, III, 29, 104;in Cicerone, Opere politiche e filosofiche, a c. di Leonardo Ferrero e Nevio Zorzetti, vol. I, UTET, Torino, 1974, risp. p. 489 e p. 823). Anche il Diritto Canonico, per sua informazione, riserva allo spergiuro «una giusta pena» (CJC, can. 1368), demandata all’Autorità, in questo caso il papa, che avrebbe dovuto comminarle la pena canonica, invece di indirizzarle una lettera diplomatica per il g8 e i suoi «deferenti saluti». Non ci può essere deferenza, tanto meno papale, per un uomo che ha toccato il fondo della dignità politica e morale.

Gli ultimi fatti di Villa Certosa e Palazzo Grazioli hanno sprofondato lei (non era difficile), ma anche l’Istituto Presidenza del Consiglio in un letamaio senza precedenti. Mai l’Italia è stata derisa nel mondo intero (ormai da quattro mesi continui) a causa di un suo presidente del consiglio che, su denuncia della moglie, frequenta le minorenni e sempre per ammissione della moglie che lo frequenta da oltre trent’anni, per cui si presume lo conosca bene, è malato e come un dio d’altri tempi esige per la sua perversione, sacrifici di giovani vergini per nascondere a se stesso i problemi del tempo che inesorabilmente passa, nonostante il trucco abbondante.


Affari privati o deriva di Stato?

Lei dice di volere difendere la sua privacy, ma non c’è privacy per uno che ha portato i suoi fatti «privati» in tv attaccando indecorosamente la sua stessa moglie che ha intrapreso la strada del divorzio. Forse lei ha dimenticato che sull’immagine della sua «felice famiglia italiana» lei ha costruito se stesso e la sua fortuna politica ed economica. Lei si comporta per quello che è: uno spaccone che in piazza si vanta di tutto ciò che non ha mai fatto e poi pretende che nessuno ne parli. Se lei mette il segreto di Stato sulle sue ville, queste diventano ipso facto «affare politico» perché lei le usa anche per incontri istituzionali e quindi fanno parte dell’Istituzione della presidenza del consiglio. Lei non ha diritto alla vita privata, quando si comporta da uomo pubblico e promette carriere tv o posti in parlamento a donnine compiacenti che la sollazzano nel suo «privato». Non è lei che ha detto in una intercettazione, parlando con Saccà che «le donne più son cattoliche più son troie»? Può spiegare, di grazia, il significato di queste parole altamente religiose e rispettose delle donne e indicarci a chi si riferiva? C’entrano le due donne che siedono nel suo governo e che si vantano di essere cattoliche: la Carfagna e la Gelmini?

Lei e suoi paraninfi continuate a dire che si tratta di questioni private senza rilevanza pubblica, sapendo di mentire ancora e senza pudore. Sarebbero affari privati se Silvio Berlusconi non fosse presidente del consiglio che alle donnine che gli accompagnano anche a pagamento, non promettesse incarichi in aziende pubbliche (tv) o posti in parlamento se non addirittura al governo. Vorrei chiederle per curiosità: quali sono i meriti e le benemerenze delle ministre Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini per essere assurte, non ancora quarantenni, a posti di rilievo nel suo governo? Perché Mara Carfagna posava nuda o la Gelmini prendeva l’abilitazione in Calabria?

Le sue ville sono ancora sotto la tutela del segreto di Stato e quindi guardate a vista da polizia, carabinieri, esercito? A spese di chi? Può ancora dire che sono residenze private? Fu lei in persona ad andare dal suo devoto suddito Bruno Vespa a rispondere pubblicamente a suo moglie, Veroni Lario, rendendo pubblici i fatti che la riguardavano e attaccando sua moglie senza alcuna pietà, facendo pubblicare dal suo «killer mediatico» le foto di sua moglie a seno nudo di quando faceva l’attrice. Non credo che lei possa dire che le sue vicende sono private perché ci riguardano tutti, come cittadini e come suoi «sovrani» costituzionali perché una cosa è certa: noi non abdicheremo mai alla nostra dignità di cittadini sovrani figli orgogliosi della nostra insuperabile Costituzione. Noi non permetteremo mai che lei diventi il «padrone» della nostra dignità.

Per lei è cominciato l’inizio della fine perché il suo declino è iniziato nel momento stesso in cui è andato nella tv di Stato compiacente e, senza contraddittorio, alla presenza del solo cerimoniere e maggiordomo fidato, ha cominciato a farfugliare bugie, contraddizioni, falsità che non hanno retto l’urto dei fatti crudi. Se lei fosse onesto, anche solo per una parte infinitesimale, dovrebbe rassegnare le dimissioni, come aveva promesso nel suddetto, compiacente recital.


Strategie convergenti

Lei può fare affari col Vaticano e chiudere nel cassetto morale e dignità, ma sappia che il Vaticano non è la Chiesa, per nostra fortuna e per sua e vostra disgrazia. Noi, uomini e donne semplici, vogliamo onorare e difendere la nostra dignità e la nostra fede, contro ogni tentativo di manipolazione e di incesto tra altare e politica. Purtroppo lei, supportato da parte della gerarchia, ha fatto scadere la «politica» da arte a servizio del bene comune a mercimonio di malaffare e a sentina maleodorante. Le istituzioni cattoliche che lo hanno appoggiato ne portano, con lei, la responsabilità morale, in base al principio giuridico della complicità.

Strana accoppiata: i difensori della moralità ufficiale, costretti a tacere per mesi di fronte a comportamenti indegni e a leggi inique, perché lautamente ricompensati o in vista della mancia promessa. Trattasi solo di un baratto di cui i responsabili dovranno rendere conto. I vescovi hanno ritrovato la parola quando si sono visti attaccare, inaspettatamente, da lei con avvertimenti di stampo mafioso (per interposta persona). La gerarchia, in genere felpata e compassata, in questo frangette è risorta come un sol uomo, arruolando anche il papa alla bisogna, ma cogliendo anche l’occasione per dare corpo alle vendette interne e regolare i conti tra ruiniani e bertoniani. Come insegna l’amabile Andreotti «la vendetta è un piatto che si gusta freddo». Strategie convergenti che hanno sprigionato il disgusto del popolo cattolico e dei cittadini che ancora pensano con la propria testa.


Ripudio

Io, Paolo Farinella, prete mi vergogno della sua presidenza, per me e la mia Nazione e, mi creda, in Italia siamo la maggioranza che non è quella elettorale, ottenuta da una «legge porcata» che ben esprime l’identità della sua maggioranza e del governo e di lei che lo presiede (o lo possiede?). Lei potrà avere il sostegno del Vaticano (uno Stato estero) e della Cei che con il loro silenzio e le loro arti diplomatiche condannano se stessi come complici di ingiustizia e di immoralità.

Per questi motivi, per quanto mi concerne in forza del mio diritto di cittadino sovrano, non voglio più essere rappresentato da lei in Italia e all’Estero, io la ripudio come politico e come presidente del consiglio: lei non può rappresentarmi né in Italia e tanto meno all’estero perché lei è la negazione evidente di tutto quello in cui credo e spero di vedere realizzato per il mio Paese. sia perché non mi rappresenta sia perché è indegno di rappresentare il buon nome dell’Italia seria, laboriosa e civile e legale che amo e per la quale lotto e impegno la mia vita. Non importa che lei abbia la maggioranza parlamentare, a me interessa molto di più che non abbia la mia coscienza

Io, Paolo Farinella, prete ripudio lei, Silvio Berlusconi, presidente pro tempore del consiglio dei ministri e tutto quello che rappresenta insieme a coloro che l’adulano, lo ingannano, lo manipolano e lo sorreggono: li/vi ripudio dal profondo del cuore. in nome della politica, dell’etica e della fede cattolica. La ripudio e prego Dio che liberi l’Italia dal flagello nefasto della sua presenza.

Genova 09 settembre 2009

Paolo Farinella, prete

mercoledì 9 settembre 2009

mi fingo fungo



Conosco Francesco da 15 anni per me è l'esempio più concreto della potenza di un sogno.....
Sono certa che prima o poi diventerà famosissimo come cantautore.

martedì 8 settembre 2009

libertà di stampa

Roma, sabato 19 settembre
manifestazione nazionale per la libertà d'informazione

Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace:

Il 19 settembre: il giorno in cui ciascuno farà la differenza
Ci sono momenti in cui bisogna essere presenti. In prima persona. Ci sono momenti in cui se decidi di restare a casa o scegli di fare altro ti assumi una grande responsabilità. Sono i momenti in cui si rende necessaria una mobilitazione vasta delle persone, della gente, dei cittadini e non solo dei più accorti. Sono i momenti difficili in cui è indispensabile una reazione forte, civile, estesa. Sono i momenti in cui, davanti ad una grande minaccia, bisogna vincere ogni scetticismo e riscoprire il potere vitale della partecipazione personale. Sono i momenti in cui, letteralmente, ogni persona può fare la differenza.
La manifestazione che si terrà a Roma sabato 19 settembre per la libertà d'informazione è uno di questi momenti.
La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell'uomo e noi lo stiamo perdendo senza reagire. Se fossimo sul punto di perdere i soldi in banca, la casa o il lavoro ci scateneremmo senza batter ciglio. Ma se qualcuno ci impedisce di conoscere, di capire o di parlare ci limitiamo a borbottare. Non è per caso che siamo giunti a questo punto. Perché davanti alla lunga sequenza di attacchi a giornalisti e giornali, di illegalità, di abusi e di manipolazioni che hanno stravolto il sistema italiano dell'informazione e il servizio pubblico radiotelevisivo non c'è stata un'adeguata reazione politica, culturale e sociale.
Per questo, la manifestazione del 19 settembre è estremamente importante (e dobbiamo essere grati alla Federazione Nazionale della Stampa, ad Articolo 21 e a tutti quelli che l'hanno promossa). Perché deve scuotere chi ancora dorme. Perché deve spingere i responsabili della politica e delle istituzioni ad intervenire efficacemente, a fare quello che non hanno ancora fatto in difesa della Costituzione, della legalità e dei nostri fondamentali diritti. Perché deve segnare in ciascuno di noi un cambio di mentalità e una nuova assunzione di responsabilità.
Il problema non è solo difendere i giornalisti e i giornali sotto attacco per non aver accettato il guinzaglio ma difendere il nostro diritto di parlare e di essere ascoltati, di operare e di non essere oscurati, di informare e di essere informati.
La manifestazione del 19 non è per qualcuno. E' per tutti noi. E anche per gli altri. Ci sono persone, popoli, problemi, tragedie umane, guerre, conflitti, ma anche storie positive, idee, valori, progetti e proposte che non passano attraverso un mondo mediatico che li oscura e li cestina sistematicamente. Non passano e non passeranno fino a che ci limiteremo a brontolare.
Lo stesso discorso vale anche per la Rai. Noi abbiamo il diritto di avere un servizio pubblico radiotelevisivo degno del nome che porta, un servizio pubblico di qualità, aperto e plurale, attento alla vita delle persone e alla realtà del mondo, aperto ai costruttori di pace, di giustizia e di speranza e non solo ai killer e agli illusionisti, ai mercanti di menzogne e finzioni. E' un nostro diritto. Nessuno ce lo può togliere. Ma nessuno lo riconoscerà se non saremo noi ad esigerlo.
Diamoci da fare. Non ci saranno altri tempi supplementari. Il 19 settembre è ora.


Perugia, 7 settembre 2009
Tavola della pace
via della viola, 106122 Perugia
Tel. +39 075 5736890
Fax +39 075 5739337
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