mercoledì 22 dicembre 2010

sbrillantinatemi!!!

doppio turno..... sono ko!!!

Recita? Fatta!
I bambini cantavano a squarciagola:
"auisciu namericristma, auisciu namericristma......"
Regalini? Consegnati!
Saluti colleghe? Fatti!
(non vi voglio né vedere, né sentire per i prossimi 19 giorni.....non rispondo neanche agli auguri.... ih,ih,ih,ih)
Accidenti, appena mi muovo lascio una scia di brillantini per terra.... sono impanata anche sulla faccia... se bacio qualcuno sulla guancia lo marchio ben, bene.

La febbre aviaria, ovvero lo stress prima delle vacanze natalizie sta scemando..... ora sento che arriva quella suina per le corse all'ultimo regalo, la spesa per i tanti ospiti attesi....... ODIO QUESTE VACANZE.....
Se mi ritirassi in sordina se ne accorgerebbero? Dove potrei nascondermi? Forse in quelle ampolline con tanto di carillon con la musichetta.... Ma si, chi mi trova li dentro..... una bella tirata fino alla Befana.....
sai che dormita ristoratrice? Allora vado eh? Ciaoooooooo,  ci sentiamo verso il 6 gennaio o giù di li...... i brillantini li porto io!!!!



ah,ah,ah,ah,ah.......

A U G U R I


sabato 4 dicembre 2010

A me gli occhi please...

Roberto Lerici un grande scrittore di testi teatrali...... ci mancano tantissimo la sua ironia, la sua intelligenza, il suo modo di scrivere così particolare. Chissà come avrebbe descritto tutto quello che sta succedendo in questi giorni. Il suo "A me gli occhi please", recitato da Gigi Proietti mi ha sempre divertito e fatto riflettere...
il pezzo che sento più vicino ultimamente è questo splendido  monologo, ascoltato per la prima volta a 12 anni, ma elaborato negli anni.... Mi emoziona sempre risentirlo.....

"Mio padre è morto partigiano a 18 anni...."

sabato 27 novembre 2010

Anima in mille Azioni....



In questo momento su quel palco .... ci sono io con un computer, a scrivere, scrivere, scrivere ....sempre più piccola, ogni pagina che esce dallo schermo si rappresenta dietro di me:

lo spettacolo delle mie immagini mentali..... che subbuglio! Che intrallazzo! Che folla di pensieri!

Quanta gente intorno...... SILENZIO!  QUI SI STA SCRIVENDO UNA TESI, VA BENE?

Seleziona il testo..... CANC...   CHIUDI IL SIPARIO.....BUIO...

si ricomincia.

TESI IN PROGRESS.....

domenica 21 novembre 2010

gli anticonformisti

Io sono
un uomo nuovo
talmente nuovo che è da tempo che non sono neanche più fascista
sono sensibile e altruista
orientalista
ed in passato sono stato
un po' sessantottista
da un po' di tempo ambientalista
qualche anno fa nell'euforia mi son sentito
come un po' tutti socialista.

Io sono
un uomo nuovo
per carità lo dico in senso letterale sono progressista
al tempo stesso liberista
antirazzista
e sono molto buono
sono animalista
non sono più assistenzialista
ultimamente sono un po' controcorrente
son federalista.

Il conformista
è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta,
il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa
è un concentrato di opinioni
che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani
e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire
forse da buon opportunista
si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso.

Il conformista
è un uomo a tutto tondo che si muove senza consistenza,
il conformista s'allena a scivolare dentro il mare della maggioranza
è un animale assai comune
che vive di parole da conversazione
di notte sogna e vengon fuori i sogni di altri sognatori
il giorno esplode la sua festa
che è stare in pace con il mondo
e farsi largo galleggiando
il conformista
il conformista.

Io sono
un uomo nuovo
e con le donne c'ho un rapporto straordinario sono femminista
son disponibile e ottimista
europeista
non alzo mai la voce
sono pacifista
ero marxista-leninista
e dopo un po' non so perché mi son trovato
cattocomunista.

Il conformista
non ha capito bene che rimbalza meglio di un pallone
il conformista aerostato evoluto
che è gonfiato dall'informazione
è il risultato di una specie
che vola sempre a bassa quota in superficie
poi sfiora il mondo con un dito e si sente realizzato,
vive e questo già gli basta
e devo dire che oramai
somiglia molto a tutti noi
il conformista
il conformista.

Io sono
un uomo nuovo
talmente nuovo che si vede a prima vista sono il nuovo conformista.
G.Gaber







Ma chi è anticonformista oggi?  Il frikkettone? L'intellettuale di sinistra che sciorina dai salotti "bene" le sue analisi sulla società attuale?
Non possiamo neanche calarci le braghe di fronte ai re dei conformisti....... è superconformista, perchè loro le braghe le hanno sempre calate.... puttanieri, pidduisti, malfattori, corruttori, traditori, delinquenti comuni mischiati ai delinquenti eccellenti.
Ci stiamo "conformando" a tutto questo? Le persone che hanno il coraggio di indignarsi (come ha risposto Giuliano ad un mio commento) sono i veri anticonformisti, coloro che hanno ancora un briciolo di coscienza civile sono gli "anti" oggi.... Io credo ancora nella capacità degli italiani di raddrizzarsi, di abbandonare quella posizione scomoda  e "pericolosa"  di chi si prostra ai piedi del re di turno......

lunedì 25 ottobre 2010

non mi svegliate

Non mi rompete
(musica: V. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo, V. Nocenzi)

Non mi svegliate ve ne prego
ma lasciate che io dorma questo sonno,
sia tranquillo da bambino
sia che puzzi del russare da ubriaco.
Perché volete disturbarmi
se io forse sto sognando un viaggio alato
sopra un carro senza ruote
trascinato dai cavalli del maestrale,
nel maestrale... in volo.

Non mi svegliate ve ne prego
ma lasciate che io dorma questo sonno,
c'è ancora tempo per il giorno
quando gli occhi si imbevono di pianto,
i miei occhi... di pianto.


giovedì 14 ottobre 2010

strategie di manipolazione...

Dopo aver letto il post di Giuliano mi sono soffermata a riflettere su questo scritto di
Noam Chomsky, anche perchè mercoledì prossimo ho l'esame di linguistica e questo
personaggio ultimamente è il mio pane quotidiano.  Questo scritto non lo conoscevo......  di recente ho letto di lui  un articolo in cui si diceva che era stato respinto dal governo d'Israele, perchè doveva tenere una lezione agli studenti universitari in Cisgiordania...... 
Un grandissimo professore, ebreo americano, che ha contribuito notevolmente alla rivoluzione della linguistica con la sua "grammatica mentale".... ma a quanto pare anche un filosofo di vita che è riuscito a smascherare, studiando interi documenti politici, i veri intenti dei "manipolatori" d'informazione...



1 – La strategia della distrazione.
L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione.
Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3 – La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.
4 – La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.
5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”).
6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione.
Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti….
7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far sì che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”).
8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…
9 – Rafforzare il senso di colpa.
Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di depressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione!
10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca.
Negli ultimi 50’anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.
Noam Chomsky


Come dargli torto?

Dal film "Quinto Potere"

NESSUNO ESCLUSO: SCRIVE DON FARINELLA, PRETE IN GENOVA

creo spesso un link con i post di Giuliano perchè condivido
le sue analisi politiche e il suo impegno verso gli "ultimi".

Quando si tratta di Don Farinella è obbligatorio fare un
"passaparola", sfido chiunque a controbattere a tanta
"lucidità" cristiana....... Quella che mi aspetto ogni giorno
di incontrare nella mia Parrocchia, dove invece insegnano
fin dal primo anno di Catechismo a far parte di una "casta".




NESSUNO ESCLUSO: SCRIVE DON FARINELLA, PRETE IN GENOVA

sabato 9 ottobre 2010

piccola fata

Oggi mentre guardavo le prove del Musical "Peter Pan", sentendo la canzone "La Fata" scritta da Bennato, mi sono venute in mente tante cose....
Bennato l'ha scritta nel 1977, nell'album "Burattino senza fili".... me lo ricordo bene, è stato il mio regalo di Natale avevo 13 anni. Un periodo complesso in tutti i sensi.....  questa canzone  è dedicata a tutte le donne,  al ruolo e al mondo femminile nella sua completezza.  La donna intesa come universo d'amore gratuito, colei che sempre c'è.
Bennato nel '77  metaforicamente era contro il potere, anche quello che si contrappone alla natura pacifica e bisognosa di protezione come la donna..... I sentimenti contorti e violenti degli uomini ci sono sempre stati, ma ultimamente i nostri cuori sono messi a dura prova da episodi di cronaca che vanno oltre la nostra immaginazione.

Un pensiero per  una piccola fata che ora non c'è più; senza retorica, senza rumore, solo con il cuore triste che un'altra donna, una mamma come me,  può provare per la tua morte assurda....



Amore quotidiano
che calmi gli animi agitati,
tra pentole e vapore tu chiedi solo amore.....
          Non ispiri la penna del poeta,
          o sei moglie, o sei Luna,
          o una bambola di creta.

          Canta e balla,
          balla e suona...
          hai la musica nel cuore,
          piccola testarda, adorabile musona...

          Le tue note sono come le foglie d'autunno
          nel vento.... quel vento che le aiuta a cadere...

           ma l'autunno torna sempre e tu
           le potrai riascoltare..........


                                        Floriana, 1985
         
     
          Una poesia scritta su un vecchio diario...... dei miei 20 anni....... per salutarti Sarah.
       


         Dal Blog di Beppe Grillo:

"Disoccupata, precaria, troia, vergine stuprata, ministro promosso per l'aspetto, per il culo, ma anche la bocca aiuta, costretta ad accettare avances sul lavoro, preda delle voglie di parenti e delinquenti, uccisa da zii, mariti, amanti, ex compagni, buttata sulla strada da magnaccia, introdotta nei letti dei potenti come una regalia per acquisirne la condiscendenza. Extracomunitaria e minorenne, a migliaia, quasi bambine, carne fresca sui viali di tutte le città, facile conquista di padri di merda e di famiglia nell'indifferenza totale. Miss Italia che mostrano la loro mercanzia in prima serata, ragazze di cui non si ricorderà il sorriso, lo sguardo, ma soltanto il seno, i lombi, l'incavo delle cosce, vallette con i fili interdentali nelle chiappe in tutti i programmi televisivi, seminude anche nella notte di Natale, merce gratta e fotti, a disposizione degli italiani, inconsapevoli aspiranti puttane del piccolo schermo. Sottopagata, quota rosa, residuale, marginale, esclusa dalle scelte, dalla politica, senza diritti civili se non benedetta dalla sacralità del matrimonio, senza una pensione anche se moglie di fatto per una vita, senza asili, senza spazi verdi per i suoi figli, perché i figli sono delle donne, quasi sempre. Corpo e non persona, buco e non spirito. Oggetto di modernariato con labbra a canotto e zigomi da lupa, in vecchiaia simile a una maitresse di antichi bordelli. Plasmata dalle necessità e dal trionfo del membro maschile, signore e padrone della sua vita. Non più persona, ma oggetto, che si può usare, prestare, strangolare, possedere. Un transfert di massa l'ha trasformata da essere vivente a cosa di comune disponibilità, accessibile, che non può negarsi, non ne ha più il diritto. Proprietà privata, ma anche pubblica, da strangolare in caso di rifiuto, nella scala sociale appena al di sopra una bambola gonfiabile, da possedere anche dopo la morte, perché una cosa non è viva e non è morta. E' solo una cosa, una donna, nient'altro che una donna."
        

martedì 5 ottobre 2010

.......cullarsi con le note.....

Una bella canzone d'amore,
riesce a risvegliare la memoria dell'anima.....

tutti abbiamo un archivio a cui attingere,
uno scrigno segreto fatto di immagini, parole, gesti e...
musica.....  

questa canzone libera solo i ricordi belli.....
lasciamoci cullare dalle note...

venerdì 17 settembre 2010

NESSUNO ESCLUSO

NESSUNO ESCLUSO

Ciao Giuliano, sono indignata quanto te..... io nella scuola "Pisacane" ho insegnato, non ai bambini stranieri, ma ai loro genitori. Facevo parte di uno staff di insegnanti di scuola elementare, incaricate dal Provveditorato, di aiutare gli stranieri adulti nella comprensione della lingua italiana....... Tutti i venerdì mattina dopo aver accompagnato i loro figli nelle aule, genitori di etnie diverse si recavano da me per la loro lezione di italiano.... E' stata più formativa questa esperienza, dei mille convegni sull'integrazione a cui ho partecipato! Negli altri giorni della settimana andavo in un altro istituto romano a svolgere questo delicato compito....
Il ricordo dei tanti visi, l'umanità incredibile, la vasta cultura di alcuni miei "studenti" speciali, (molti erano laureati) hanno influenzato poi la scelta di laurearmi in Scienze dell'Educazione, con la tesi finale sui problemi dei "migranti" o in maniera specifica sul "viaggio", nella sua valenza di "migrazione"..... Volevo portarti la mia testimonianza e solidarietà per tutte le iniziative che ti vedono sempre in prima linea nella difesa degli immigrati Io non posso dimenticare quando gli "altri" eravamo noi....


martedì 7 settembre 2010

Quando tutto questo sarà finito....

Non abbiamo ancora toccato davvero il fondo, altrimenti ci daremmo una svegliata.....
quando finirà la propaganda martellante, lo stravolgimento della verità dei fatti quotidiani...
quando il velo nebbioso si dissolverà.... allora cosa vedranno i nostri occhi?  Stiamo ancora troppo bene
nel nostro caldo, comodo, rassicurante menefreghismo..... per accorgerci della piccola quantità di escrementi che quotidianamente ci propinano.... siamo arrivati all'assuefazione. Poveri quelli che hanno ancora qualche sussulto di dignità e protestano per non rimanere invischiati nella melma..... Parlo di eroi quotidiani, come quel sindaco di Pollica, ucciso perchè voleva fare un po' di pulizia..... si era stancato del fetore nauseabondo e facendo solo il suo dovere, ha detto no, non ci sto...... Ma a chi importa? Importa forse a questi quattro mascalzoni che stanno tramando per andare o no a votare, per questa o quell'altra banderuola di turno? La gente non ne può più..... volete sapere come vi prendono in giro?  Andate in una qualsiasi scuola pubblica e vi accorgerete di quanta falsità sono capaci...... Un paese che non investe sui bambini............. non ha un futuro!





domenica 5 settembre 2010

.... la fitta sassaiola dell'ingiuria.....

Confessioni di un teppista  di Sergej Esenin

Non tutti son capaci di cantare
E non a tutti è dato di cadere
Come una mela, verso i piedi altrui.
È questa la più grande confessione
Che mai teppista possa confidarvi.
Io porto di mia voglia spettinata la testa,
Lume a petrolio sopra le mie spalle.
Mi piace nella tenebra schiarire
Lo spoglio autunno delle anime vostre;
E piace a me che mi volino contro
I sassi dell'ingiuria,
Grandine di eruttante temporale.
Solo più forte stringo fra le mani
L'ondulata mia bolla dei capelli.
È benefico allora ricordare
Il rauco ontano e l'erbeggiante stagno,
E che mi vivono da qualche parte
Padre e madre, infischiandosi del tutto
Dei miei versi, e che loro son caro
Come il campo e la carne, e quella pioggia fina
Che a primavera fa morbido il grano verde.
Per ogni grido che voi mi scagliate
Coi forconi verrebbero a scannarvi.
Poveri, poveri miei contadini!
Certo non siete diventati belli,
E Iddio temete e degli acquitrini le viscere.
Capiste almeno
Che vostro figlio in Russia
È fra i poeti il più grande!
Non si gelava il cuore a voi per lui,
Scalzo nelle pozzanghere d'autunno?
Adesso va girando egli in cilindro
E portando le scarpe di vernice.
Ma vive in lui la primigenia impronta
Del monello campagnolo.
Ad ogni mucca effigiata
Sopra le insegne di macelleria
Si inchina da lontano.
Ed incontrando in piazza i vetturini
Ricorda l'odore del letame sui campi,
Pronto, come uno strascico nuziale,
A reggere la coda dei cavalli.
Amo la patria. Amo molto la patria!
Pur con la sua tristezza di rugginoso salice.
Mi son gradevoli i grugni insudiciati dei porci,
E nel silenzio notturno l'argentina voce dei rospi.
Teneramente malato di memorie infantili
Sogno la nebbia e l'umido delle sere d'aprile.
Come a scaldarsi al rogo dell'aurora
S'è accoccolato l'acero nostro.
Ah, salendone i rami quante uova
Ho rubato dai nidi alle cornacchie!
È sempre uguale, con la verde cima?
È come un tempo forte la corteccia?
E tu, diletto,
Fedele cane pezzato!
Stridulo e cieco t'hanno fatto gli anni,
E trascinando vai per il cortile la coda penzolante,
Col fiuto immemore di porte e stalla.
Come grata ritorna quella birichinata:
Quando il tozzo di pane rubacchiato
Alla mia mamma, mordevamo a turno
Senza ribrezzo alcuno l'un dell'altro.
Sono rimasto lo stesso, con tutto il cuore.
Fioriscono gli occhi in viso
Simili a fiordalisi fra la segala.
Stuoie d'oro di versi srotolando,
Vorrei parlare a voi teneramente.
Buona notte! buona notte a voi tutti!
La falce dell'aurora ha già tinnito
Fra l'erba del crepuscolo.
Voglio stanotte pisciare a dirotto
Dalla finestra mia sopra la luna!
Azzurra luce, luce così azzurra!
In tanto azzurro anche morir non duole.
E non mi importa di sembrare un cinico
Con la lanterna attaccata al sedere!
Mio vecchio, buono ed estenuato Pégaso,
Mi serve proprio il tuo morbido trotto?
Io, severo maestro, son venuto
A celebrare i topi ed a cantarli.
L'agosto del mio capo si versa quale vino
Di capelli in tempesta.
Ho voglia d'essere la vela gialla
Verso il paese cui per mare andiamo


Questa poesia di Esenin, diventa
"Confessioni di un malandrino"
meravigliosa canzone di Angelo Branduardi......

la voglio dedicare a chi ama la poesia...

martedì 13 luglio 2010

vacanze romane.....

Voglia di vacanze..... voglia di riposo.... voglia di cose buone.....
voglia di .... rinascita!




Spero che al mio ritorno non ci siano più i tanti politici indegni che ...... infestano Roma!

lunedì 10 maggio 2010

fuochino, fuoco.....

Il traguardo della laurea si avvicina, mercoledì insieme al mio relatore (che è anche il Presidente della mia Facoltà) deciderò la tesi....... 
Sembra incredibile ma sono passati già tre anni...... mi mancheranno tutti i volti che ho conosciuto, le alzatacce per studiare perchè all'alba c'è il silenzio giusto per far "attecchire" le nuove idee......, l'attesa per sapere l'esito dell'esame....
Sono felice e incredula di essere riuscita in quest'impresa così difficile per me.....
Sono sempre stata certa della forza "creatrice" di un forte desiderio e ora mi viene voglia di non
fermarmi qui.... di continuare ancora, perchè non ci si deve mai saziare della conoscenza..... il sapere rende liberi, poco manovrabili e coscienti quando si fanno delle scelte.

Un grazie speciale a mio figlio Gabriele di 8 anni.... il più orgoglioso della mamma studentessa....
quando uscirò da quell'aula dopo la discussione della tesi...... gli permetterò di dire tutte le parolacce che legge  nel bagno degli "uomini", come chiama lui quello della scuola,  ultimamente fa un pò fatica a star dietro ai vari "stimoli".
L'altro giorno è tornato a casa e mi ha detto: " nel bagno degli uomini c'è scritta una brutta parolaccia", e io:
"Gabriele, non si ripetono, è un pò come dirle...."  e lui: " Allora ti dico le lettere..... inizia con C finisce per O
e ci stanno due Z in mezzo....."   Il bagno degli uomini docet... W la cultura.


sabato 3 aprile 2010

L'ordinario.... in straordinario.

Augurare Buona Pasqua non è facile per chi come me ultimamente ha in testa una miriade d'informazioni tutte contrastanti tra loro...... mettiamo dei punti fermi.
Sono alle prese con Antigone per l'esame di filosofia morale.... sicuramente influenzata dal personaggio e dalle recenti elezioni, ho una gran voglia di urlare!!! Cosa?  Spero non ovvietà:  sugli italiani coglioni, sulla nostra povera Patria, ora in questo sabato Santo... penso al significato della Pasqua per me.
Resurrezione, rinascita a vita nuova, rinnovamento e buoni propositi?
Il pensiero "morale" che ho in testa ora è che sento nella Pasqua il divenire delle cose, il tempo, gli atti quotidiani, sono come trasformati, dall'ordinario allo straordinario.... come passati o guardati attraverso  una lente che dà un senso a tutto questo. Io non ho il coraggio di Antigone, anche se vado fiera delle mie idee, ma conosco tanti sacerdoti, veri testimoni della Pasqua, che non hanno paura di non essere "allineati", di cantare fuori dal coro.... e proprio a loro che voglio augurare una Pasqua davvero di cuore:

Padre Alex Zanotelli, Don Paolo Farinella, Don Antonelli, Don Gallo, Don Luigi Ciotti, e tantissimi altri....

perchè loro? Perchè mettono in pratica quello che è la vera Cristianità, perchè manifestare così la fede oggi è la vera rivoluzione, perchè anche loro come Cristo fanno diventare l'ordinario in straordinario....
.... Quel Cristo che trasformò dei semplici pescatori in grandi uomini per l'umanità .......

Buona Pasqua a tutti.





mercoledì 17 marzo 2010

Bellamore....nei piccoli gesti quotidiani.

Sono tornata oggi dopo una settimana di lontananza forzata....
La solitudine notturna che spesso fa così paura....perchè ti costringe a guardarti dentro, è
rivelatrice di tante cose.  Per prima cosa passi in rassegna i tuoi legami....con:
i tuoi figli, con tuo marito, con Dio, gli amici, con te stesso.  Così le notti insonni per i
tanti rumori ospedalieri io le ho passate pensando a te....
Ti ho visto tutti i giorni fare le corse per essere a tutti gli appuntamenti... con la barba
lunga e un po' trascurato.... ma i nostri figli sempre in ordine... e puntuali ai loro tanti impegni.
Io che pensavo di essere indispensabile, invece...... tu mi superi alla grande!
Hai dormito nel lettone con loro per farli sentire meno soli......e stanotte sei andato a lavorare...
pieno di sonno. Io che conosco tutte le poesie di Neruda, di Prevert, ecc.... non ce n'è una
che possa essere intensa come l'amore che trasmetti con le tante attenzioni che hai per noi...
Non ci sono tanti uomini che riescono a fare quello che fai tu: non far sentire la mancanza della mamma
ai propri figli, sostituirsi al 100% ed essere sempre presente.
Io e te, il giorno e la notte.... qualche volta terra e mare.... spesso  due venti che soffiano nella stessa direzione senza incontrarsi..... e sempre in burrasca quando si scontrano! Questa è la nostra vita.
Chissà se leggerai mai questo post....
Ho trovato una canzone che racchiude tutto il mio amore per te: avrei tanto voluto scriverla io.





Nella fretta non abbiamo festeggiato neanche il tuo compleanno, "rosa di primavera":
allora intanto, la tua canzone preferita di Faber





Grazie




io e Costantino....

domenica 7 marzo 2010

ci risiamo: vince sempre Barabba!

la fonte di questo articolo è:  http://domani.arcoiris.tv/?p=4183#comments


Quando il popolo vota il tornaconto, vota il corrotto e i corruttori


18-02-2010 di don Paolo Farinella

Ho ricevuto da diverse parti il seguente testo a cui ho dato un titolo che a me pare appropriato. Il testo circolava senza fonte, ma solo con il nome dell’autrice Elsa Morante. Sembrava troppo cucito su misura per correre il rischio di divulgarlo senza essere certi e sicuri della sua origine. Ho chiesto a chi me l’ha inviato e dopo qualche ricerca, mi è stata data la fonte bibliografica che faccio mia e che pertanto pubblico. Inutile dire lo sdegno e l’amarezza per una ripetizione di condizione e di comportamenti che condannano l’Italia all’estinzione. Ho sempre creduto che la vita fosse responsabilità di chi la vive e di come la vive, di fronte a questo testo devo rassegnarmi all’ineluttabilità del “fato”, cioè una condanna ancestrale che ha sanzionato in qualche anfratto infernale che l’Italia non merita di essere né libera né democratica. A meno che… insieme non facciamo la rivoluzione, ribellandoci, scioperando e principalmente sussultando di orgoglio e indignazione in nome della dignità di uomini e donne liberi, oggi brutalizzati da un governo e un parlamento che hanno svuotato l’Italia della sua anima e forse anche del suo riscatto.

Ecco il testo di Elsa Morante:


«Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare».

ELSA Morante, Opere, vol. I, Meridiani Mondadori (oggi proprietà di Berlusconi), Milano 1988.

Post Scriptum: Qualunque cosa abbiate pensato, il testo è del 1945 e si riferisce a Mussolini.






Questo video di Ascanio Celestini è come una medicina, va visto regolarmente prima delle
elezioni.... per questo lo ripropongo, visto mai guarisse qualcuno!!!!


sabato 6 marzo 2010

DEMOCRAZIA INTERPRETATIVA

Quanto sono veloci quando devono salvare i loro posteriori sulle poltrone!

Un CDM  straordinario, non per salvare i milioni di disoccupati che vivono nella disperazione, scherziamo. In Italia c'è solo un'urgenza: salviamo Berlusconi. L'Italia è paralizzata nell'economia, nel lavoro, nella giustizia, nell'informazione.... tutto verte per accontentare un truffatore. Ogni giorno assistiamo a spettacoli indecorosi, politica e malaffari, veline come merce di scambio; non c'è più gusto a leggere un libro di fanta-politica, la realtà ha superato la fantasia!!! Se pensiamo che tutta l'informazione è in mano loro e noi poveri cristi riusciamo lo stesso a sapere quanto schifo fanno, pensate cosa potranno mai nascondere! Quando anche a noi toccherà la sorte della Grecia, quando i nostri stipendi verranno ridotti del 30%, le pensioni e le tredicesime congelate, le imposte triplicate...... allora si, che gli italiani capiranno cosa hanno perso in questi anni. Rincoglioniti davanti a burattinai che hanno distrutto questo paese, l'hanno sventrato in ogni direzione:

Come fa un carabiniere ad arrestare qualcuno che ruba tra le macerie di un terremoto, quando i rappresentati mandati dal Governo hanno fatto per primi gli sciacalli?

Come fa un presidente di concorso, o di un semplice esame di maturità ad escludere qualcuno per irregolarità o per ritardo, quando per primi sono i "candidati" a governarci a non rispettare le regole?

Con quale spirito un insegnante affronta oggi, l'educazione alla Cittadinanza, all'Educazione Civica, insegna la nostra Costituzione.... presa a picconate tutti i giorni da chi deve dare il buon esempio?

Questo post sempre un inno all'ovvietà, ma non è così, non è solo la rabbia che mi spinge a scrivere.... io sono ancora convinta che riusciremo a venirne fuori. Sono sicura che un genere di italiano diverso da quello attuale, ormai geneticamente modificato, verrà fuori. Forse dovremo clonarlo, chi si offre per mettere i suoi geni?






DA OGGI LA LEGGE NON SI APPLICA, SI INTERPRETA...... E LA DEMOCRAZIA?
PURE.

venerdì 26 febbraio 2010

Per chi ha voglia di leggere....

un cazzoto allo stomaco?
non conoscevo questo signor Bernard.... ma trovo interessante quello che scrive, anche se non tutto è condivisibile.

Me lo hanno inviato le mie colleghe di Scienze dell'Educazione:

Io e voi che leggete, poveri stronzi, di nuovo fottuti dal Potere.
Dio mio, il Potere ci ha fottuti di nuovo, poveri stronzi che siamo tutti noi scribacchini dall’Antiqualcosa, e tutti voi tossicomani della Rete. Poveri, poveri gonzi, la pena che facciamo è straziante. Ditemi, dove risiede la stanza dei bottoni di questo meraviglioso web? Sta in America, fra le mura dell’ICANN, per fare un esempio, ma sta lì, nelle corporate rooms di quel Paese, proprio quello, chiaro? E allora, allora, ma vi sembrava possibile che sta gente ci regalasse una macchina da guerra immane con cui fargli un mazzo così? Ma vi sembrava possibile che se ne stessero inerti a guardare mentre le ‘belle anime’ del pianeta si armavano di blog, news networks, social networks, siti, forum, video, piazze virtuali, per spaccargli la schiena? Peter Sutherland, Leon Brittan, George Shultz, Lloyd Blankfein, Pascal Lamy, Mario Draghi… i padroni del mondo, gente così secondo voi è idiota? Stanno tremando di paura, secondo voi, ogni volta che cliccano su Democracy Now, su Znet, o su Grilloblog? Oppure se ne stanno rilassati nelle loro suites di Londra, Roma, Parigi e Manhattan? La seconda. Ecco perché, e vien da piangere.


La Rete esiste in media nelle nostre case dalla metà degli anni novanta, oggi siamo nel 2010. Diciamo quindici anni. Prendiamo i quindici anni prima dell’arrivo del web, 1980-1995. I mezzi di comunicazione e di organizzazione civica fra cittadini attivi di quell’epoca erano l’equivalente del biroccio col mulo a confronto di ciò che la Rete ci ha reso disponibile, cioè lo Space Shuttle. Il paragone calza, anzi, forse è anche inadeguato. Meglio la cerbottana a confronto con la portaerei USS Enterprise. Se io munisco un uomo di cerbottana per difendersi dal suo nemico, mi aspetto una lotta. Se gli fornisco una portaerei nucleare e aerei supersonici mi aspetto un altro tipo di lotta, oserei dire più efficace, cioè un altro risultato, ben altro. E cosa abbiamo fatto noi con i nostri ordigni al plutonio nuovi di zecca? Sapete qual è la risposta? E’ che ne abbiamo fatto un videogioco planetario, e gli stiamo davanti istupiditi, drogati, nevrotizzati, ma anche compiaciuti nel più straziante autoinganno globale della Storia. Non abbiamo fatto esplodere una singola bomba, il nemico è illeso, anzi, rafforzato, con forse l’unica preoccupazione quella di pulirsi dal fondo dei pantaloni la polvere dei petardini che ogni tanto la nostra portaerei gli butta fra i piedi. Questa è la realtà, Dio mio. Come abbiamo fatto a ridurci così?


Di nuovo una risposta: è stato possibile perché, come vado denunciando da anni, la massa delle ‘belle anime’ occidentali si ostina a non voler capire cosa sia il Potere, o meglio, si ostina a non voler vedere l’entità della scaltrezza del Potere. Se solo qualcuno di noi si fosse arrestato di fronte al primo click in rete quindici anni fa e si fosse fatto le domande che ho scritto sopra, se ci fossimo subito chiesti “Alt, calma, che è sta roba che ci hanno scodellato, alt, cosa sta cucinando il Potere qui?”, forse non saremmo a sto miserabile punto. Perché era evidente, Cristo, che se ci davano la Rete era perché loro sapevano benissimo cosa la Rete ci avrebbe fatto, lo sapevano con serena precisione, ci avevano pensato a lungo, si erano confrontati, e la loro conclusione era che ne avremmo fatto questo videogioco da videodipendenti all’ultimo stadio, e cioè, udite, l’ennesimo prodotto di consumo compulsivo della loro Esistenza Commerciale e Cultura della Visibilità, cioè di nuovo un ulteriore passo verso l’abisso della paralisi civica. Esattamente ciò che loro vogliono ci accada. Ed è accaduto, siamo sempre più inerti, noi, manica di deficienti convinti di essere in lotta ogni mattina quando clicchiamo in questo web che figlia informazioni a ritmo frenetico come un colossale brodo batterico fuori controllo. In lotta noi, ingozzati d’informazione oggi a un ritmo così stordente che neppure il tetro immaginario di George Orwell l’avrebbe potuto concepire come macchina di annullamento civile. Lotta? Ma dove? Ma i risultati li vedete? Lo ripeto, abbiamo in mano una portaerei nucleare quando solo pochi anni fa avevamo le cerbottane, e cosa è cambiato?


Gli uomini e le donne delle cerbottane vissero in un mondo manifestamente imperfetto, ma date un’occhiata: nell’Italia dei mezzi d’informazione collosi, pochi, e blindati dalla Democrazia Cristiana-Vaticano costoro furono capaci di ribaltare la Storia del Paese con divorzio e aborto, difeso quest’ultimo poi nel 1981 con un referendum da record (67%), in un’affermazione di volontà civica unica al mondo in questo ambito. Le donne italiane nell’era in cui i computer erano scatole di dimensioni industriali seppero prendere il maschio latino per le orecchie e ficcargli la testa nei pannolini puzzolenti dei figli, le braccia sui manici del passeggino, e si ritagliarono una larga fetta di dignità in un mondo tutto di pantaloni. Non la perfezione, ma un salto in avanti storico. E, sempre senza Internet col suo immane seguito di starnazzamenti, gli operai italiani soffocarono il terrorismo rosso dopo l’assassino di Guido Rossa nel gennaio del 1979, di nuovo una dimostrazione di forza civica ammirevole se si considerano le tremende condizioni lavorative operaie di allora, sulle quali la tentazione di scadere nella violenza poteva avere una facile presa. I magistrati dell’Italia di Fantozzi presero di petto gli scandali petroliferi, quelli dei colossi imprenditoriali di Stato (IRI), scoperchiarono la P2, e poi ci fu Tangentopoli, altro capitolo storico senza precedenti forse in tutto l’Occidente che trovò impeto senza blog, V-day, senza i ‘paladini’ e i loro diecimila libri e video. Un capitolo questo che di nuovo fu difeso dall’Italia dei rudimentali fax nell’estate del 1994 (decreto Biondi salva ladri) con una quasi insurrezione popolare (mai più vista da allora così veemente). In quello stesso anno la tenacia decennale di un popolo in stracci e costretto alla schiavitù, unitamente al lavoro di migliaia di attivisti europei armati di telefoni se andava bene, sconfisse l’Apartheid in Sudafrica. Poco prima era crollato il muro di Berlino, portando fra le altre cose all’unificazione della Germania, dove io ricordo l’esistenza di vibranti forze civiche anti imperialiste e anti nucleari di cui ora, col nostro stupefacente web, non si trova più traccia. E al nucleare, l’Italia del TG1, TG2 e TG3 seppe nel 1987 porre un freno netto, in un referendum che toccò punte dell’80% di cittadini contrari all’atomo, che oggi invece rialza la testa nell’indifferenza quasi generale. Gli anni delle cerbottane, dal 1980 in poi, videro anche l’esplosione della consapevolezza ambientale grazie a Greenpeace, e il crollo di dittature fra le più atroci della Storia moderna, in America Latina; lì lottarono per sbarazzarsi non dico di un Berlusconi, o della Camorra, ma di un impero neonazista finanziato e armato dalla più grande potenza mondiale, delle sua infinite camere di tortura e dei campi di concentramento. Lottarono morendo a decine di migliaia in condizioni disumane, e nessuno di loro mai cliccò un mouse, non c’era Facebook. Nel 1984, con una telecamera e un aereo bimotore, un singolo reporter, Mohamed Amin, portò sugli schermi del mondo la tragedia della fame in Etiopia, salvò milioni, l’ondata di indignazione mondiale costrinse i Paesi ricchi a mettere in agenda la fame dei poveri per la prima volta. Amin morì prima ancora che nascessero i blog. E così fu, in una lunga scia di vittorie contro la barbarie nell’era delle cerbottane.


Poi arriva la Rete, ohhhhh! Tutto quanto sopra viene in teoria potenziato nelle stesse proporzioni in cui lo Tzunami potenzierebbe l’ondina della risacca serale. I cittadini attivi del pianeta, i combattenti per la giustizia, scendono dal mulo e salgono sull’Eurostar, gettano la fionda e imbracciano i missili Cruise. E allora tutti con lo sguardo proteso in avanti in trepidante attesa di un’imponente rimonta, di un mondo migliore.


Negli anni che vanno dal 1995 a oggi la povertà nel Sud del mondo è salita a 2,7 miliardi di esseri umani, di cui un miliardo sopravvive con 1 dollaro al giorno rispetto agli 800 milioni di dieci anni fa (+200 milioni). La crisi finanziaria dell’anno scorso ne ha aggiunti 53 milioni, che rischiano la soglia della povertà. Negli Stati Uniti di oggi quasi 50 milioni di persone soffrono la fame, cioè non possono nutrirsi più di una volta al giorno; in Italia adesso il 17% delle famiglie è in grave difficoltà, rispetto al 10% ‘tradizionale’, l’11,2% non arriva a pagare le spese mediche, infatti un italiano su 5 non fa visite specialistiche per povertà. Oggi un 10% di italiani ricchi possiede la metà di tutta la ricchezza, un aumento di concentrazione notevole secondo la Banca d’Italia. E mentre la crisi alimentare sta uccidendo nel mondo numeri senza precedenti, i 12 miliardi di dollari promessi all'inizio del 2009 dai potenti per sradicare la fame (Millennium Development Goal) non si sono materializzati, mentre per salvare le banche ne sono stati spesi dai cinquemila agli undicimila di miliardi di dollari, secondo le stime. Ma cliccando sui mouse della nostra nuova macchina da guerra abbiamo eletto Obama!, certo. Cioè sfruttando la coglionaggine di milioni di attivisti di tastiera si è permesso a un truffatore guerrafondaio, omertoso protettore della CIA, filo sionista di ferro, baciapile dei banchieri che oggi ha il gradimento più basso nella storia delle presidenze USA dai tempi di Dwight Eisenhower, di occupare il posto di uomo più potente del mondo. Che risultato! Navigando con la nostra portaerei le portentose onde dei blog d’informazione, contro-informazione e contro-contro-informazione a suon di decine di milioni di articoli e video ci siamo fatti scappare dai buchi del radar circa 68 guerre, di cui due, Iraq e Afghanistan, nonostante abbiamo ricevuto la più ampia esposizione mediatica della Storia umana. Ah, scordavo, ci è scappato nell’era della trincea di tastiera anche il ritorno in grande stile della tortura, dibattuta tranquillamente sui banchi parlamentari figli di Cesare Beccaria, povero Cesare. La spesa militare globale del 2008, secondo SIPRI, è stata di 1.464 miliardi di dollari, con un aumento del 45% rispetto a dieci anni prima, altra risonante vittoria dei pc internettiani. Nell’era del web assieme all’onanismo dei social networks è esploso anche il nuovo Panic Marketing, quello della mucca pazza, di Ebola, della Sars, dell’Aviaria, della Suina, quello che ha il doppio scopo di distrarci in massa dalle questioni concrete e di alleggerirci il portafoglio, e lo sapete, vero, che a proposito di questo noi italiani siamo adesso in passivo per 184 milioni di euro cacciati nel pattume della Suina? E mentre noi cittadini cybercombattenti civici facciamo le ore piccole per non perderci la denuncia numero 430.871 del paladino numero 346 sul blog 5.329 dove sono postati i commenti numero 3.786.987.760, capita che i diritti dei lavoratori si siano estinti… ci siamo distratti un attimo e puff, non ci sono più. Oggi il 52% degli elettori di Berlusconi, di Berlusconi!, approva le occupazioni delle fabbriche da parte di operai disperati; i due terzi dei leghisti approva la mobilitazione della CGIL, e l’80% degli italiani sostiene i picchetti davanti alle fabbriche. Significa forse che un’ondata di sinistra sta spazzando l’Italia? No, significa che un’ondata di disperazione senza precedenti sta spazzando elettori a 360 gradi trascinati mai come oggi di fronte al crollo del bene essenziale del lavoro. Un milione e seicentocinquantamila lavoratori italiani se perdessero il lavoro non avrebbero neppure un euro dallo Stato. Il 61% di tutto il lavoro precario italiano è giustificato unicamente dalla “tendenza a ridurre il costo del lavoro e il costo-opportunità legato alla possibilità di licenziare”. Ma non eravamo noi, i cittadini attivi, che armati di webpower dovevamo migliorare la Storia? Perché sta tutto peggiorando nonostante il tripudio di megawatt di potere informativo e formativo della Rete? Quando il pool di Mani Pulite spedì in pensione (più che in galera) la classe politica della prima Repubblica non c’erano Grillo, Travaglio e i loro seguiti immani in Rete. Oggi ci sono, ma a detta dello stesso autorevole Travaglio le cose in quanto a mazzette sono molto peggio di prima (si legga il suo Mani Sporche). Silvio Berlusconi ha vinto quattro mandati, nonostante il Vajont di sputtanate che la Rete gli ha riversato addosso, la sinistra sta al British Museum accanto alla stele di Rosetta. Le Mafie aumentano gli introiti ogni anno, oggi sono a circa 91 miliardi di euro di bottino. L’Europa ci toglie le costituzioni nazionali e la sovranità col Trattato di Lisbona, che di nuovo è filtrato indenne attraverso la nostra possente Rete fottendosene della prerogativa democratica di 500 milioni di cittadini. La lotta al riscaldamento globale ristagna. I banchieri impoveriscono il mondo per dodicimila miliardi di dollari in 12 mesi truffando i cittadini, ma neppure uno di loro finisce in galera, anzi, molti incassano bonus milionari. Le donne dell’era web ridotte a pezzi di scottona sculettanti che hanno orgasmi negli spot con lo yogurt o strusciando un piano cucina, ridotte con l’ano zoomato in edicola o a essere viste ma non udite in Tv. Avete più visto una protesta nelle strade? E infine Haiti. Cosa abbiamo fatto noi eroi del web attivo, noi combattenti di tastiera per gli ultimi della terra? Vorrei che vi fosse un solo essere umano ad Haiti oggi, vivo o morto, che abbia lasciato scritto “dal 1995 le cose sono cambiate qui. Grazie ‘belle anime’ di Internet”. Nel 1994 il loro presidente democraticamente eletto, Jean Bertrand Aristide, fu rimesso da Clinton al suo posto dopo che la CIA nel 1991 aveva pensato bene di cacciarlo, dato che ahimè gli haitiani avevano avuto il coraggio di votare per il solito partito sbagliato (cioè quello che piaceva a loro e non a Washington). Ricordo bene da cronista che in occasione del golpe del ’91 un certo clamore di stampa si era fatto sentire. Dieci anni dopo, nel 2004, di nuovo Francia e USA decisero che Aristide non era accettabile, lo caricarono letteralmente impacchettato su un aereo diretto in centro Africa, e ripresero a succhiare il sangue alla popolazione stremata dai SAP del Fondo Monetario Internazionale. In un rapporto del Dipartimento di Stato americano di allora si leggeva che “il commercio per export e le politiche d’investimento che imponiamo, schiacceranno senza pietà i coltivatori di riso ad Haiti”. Ma nel 2004 avevamo la Rete, i mouse al plutonio, i missili web, i blog nucleari… esplodemmo due petardi. Mi fermo qui, ai piedi di quei 200.000 morti.


La conclusione che propongo è chiara. L’arrivo di Internet nelle trincee della lotta sociale non ha migliorato il mondo, né l’Italia, anzi. Questo perché, come ho già scritto, il suo scopo era e rimane quello di drogare milioni di persone comuni, e di far scadere i pochi attivisti in una patologia ossessiva da attivismo di tastiera che li rendesse del tutto inutili. Ci sono riusciti, il Potere ha di nuovo vinto. Siamo una manica di stronzi maniacali totalmente risucchiati da questo mostruoso videogioco globale, del tutto incapaci di fare quello che i nostri nonni o i nostri padri, ed esseri umani per millenni prima di loro, hanno saputo fare per cambiare il loro mondo. Ed è per questo che io ridicolizzo chi come Antonella Randazzo pretende sovvenzioni perché deve poter dedicare ancora più tempo a scaricare in questa casa di pazzoidi drogati ancora più informazioni. Ecco perché attacco Travaglio e i suoi partner dell’Industria della Denuncia e dell’Indignazione, che significa altre tonnellate di informazioni riversate in questa allucinante discarica del web per produrre solo il nulla. Mentre l’Italia marcisce e il mondo muore. Ecco infine perché dico da tanto tempo che ogni singolo cittadino occidentale sa da decenni e alla nausea cosa non va, la tragedia è che non sa più cosa farci.


E allora, cari colleghi di Paolo Barnard, tu Paolo Barnard e voi tutti popolo del web: il web è stato creato per toglierci definitivamente le palle, non ci serve a nulla nella guerra col nemico. Smettete di leggere e commentare ossessivamente, disintossicatevi, piantiamola di pubblicare a raffica (noi autori e voi siti), ritiriamoci nelle nostre case e chiediamoci fino a piangere: perché non so più cambiare il mio tempo? Perché il Potere mi ha fottuto, ancora una volta?

giovedì 25 febbraio 2010

aria di primavera....

Questo post è un po' "smielato" e scontato, visto il titolo del mio BLOG........ ma quanto è bello scalfire
il bozzolo!!!!!!



Dedicato a tutte le donne......


sabato 20 febbraio 2010

sciacalli si nasce....



C'è poco da dire........ SCIACALLI!




Basta cambiare le immagini e mettere quelle degli scandali di oggi.......

QUANDO CAMBIERA??

domenica 14 febbraio 2010

....Il San Valentino...

Il mio di San Valentino è dedicato ai miei figli...... è l'amore che mi unisce a loro
che voglio festeggiare oggi.....

Mia figlia doveva nascere proprio in questo giorno...... ma si è affrettata ed è nata il 2 di febbraio.....
comunque il suo nome è rimasto Valentina.







 Alla fine è arrivata la neve, mio figlio Gabriele è stato il più felice..... tutto sua madre.


martedì 9 febbraio 2010

.....aspettando la neve su Roma.....

Brr......che freddo! Ci siamo quasi...... arriverà la neve su Roma..... e qui a Palestrina?
Angelo un signore che interpreta la natura ha avuto ragione quando mi diceva:
"quanno in autunno ce stanno troppe cimici..... d'invierno ce bèla de neve...."

Mentre studio Don Milani per l'esame di pedagogia....guardo il cielo grigio...per ora solo qualche fiocco pieno di pioggia....speriamo bene.





Nevica: l'aria brulica di bianco;
la terra è bianca, neve sopra neve;
gemono gli olmi a un lungo mugghio stanco,
cade del bianco con un tonfo lieve.
E le ventate soffiano di schianto
e per le vie mulina la bufera;
passano bimbi; un balbettio di pianto;
passa una madre; passa una preghiera!

Giovanni Pascoli


....che il camminare sulla neve soffice ti renda facile il  percorso...
la visione del mondo che ti circonda ti appaia fantastica, i pensieri buoni e allegri ti facciano compagnia....

Floriana






sabato 16 gennaio 2010

blog in via di guarigione

Ogni tanto passo dalle mie parti e l'istinto di chiudere i battenti si fa sempre più forte.
Questa specie di ibrido che è diventato il mio spazio, non mi piace neanche un po'...il mio intento iniziale era di spargere positività in ogni luogo, infatti il titolo Traguardi non era stato scelto a caso:
"....Fatti non foste a viver come bruti......."

Forse una persona dovrebbe aprire un blog per ogni interesse, ogni inclinazione, ogni sfaccettatura della sua personalità...... potrebbe essere una soluzione.

A questo Blog do ancora una settimana di convalescenza........

domenica 10 gennaio 2010

Non ci sono più parole....

Medici Senza Frontiere in Italia, non stiamo in Africa, stiamo nella nostra civilissima, modernissima, organizzatissima, cristianissima Italia, precisamente a Rosarno  le vedete in TV queste cose?





Hanno venduto tutto quello che avevano per partire dalle loro terre d'inferno, per raggiungere la nostra
ricchissima (è una favola) patria. Ma chi li ha attirati, chi li ha trasportati con la promessa di una vita migliore?
Chi mercanteggia questa povera gente? Sfruttata fino all'inverosimile, vergogna a chi permette tutto questo; a chi dice che la mafia è in ginocchio; vergogna a chi fomenta la paura tra la gente per rimanere ancorato al potere. Vergogna a chi parla, parla, parla, di pace, di accoglienza, di tolleranza ma dalla sala dei bottoni e non condivide nulla con il popolo. Vergogna a chi va in chiesa, me compresa, si professa cristiano e non urla la sua disapprovazione. Non ci sono più parole, che altro devono vedere i nostri occhi? Che altro deve sopportare il nostro cuore? Memefreghisti, ipocriti, razzisti, mafiosi conniventi, questo diventano gli italiani se continuano a girarsi dall'altra parte, tappandosi il naso.




Padre nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà

come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.