domenica 1 settembre 2013

settembre


Questa melodia ha un potere ipnotico su di me...... sembra un mantra per favorire la meditazione, il risveglio di ricordi assopiti. Sono passati moltissimi anni e ascoltarla mi trasporta automaticamente alla mia adolescenza..... scava nel profondo di sentimenti che cerco di afferrare, per poter avere una chiave di lettura, una lente d'ingrandimento. Ci guardo dentro per vedere qualche uguaglianza, un pensiero comune, un atteggiamento simile a mia figlia adolescente, "l'aliena" di casa.







Non voglio cadere nella banalità del confronto di due generazioni talmente lontane che ci si potrebbe  scrivere un libro...... io figlia di un "wop" e lei scambia le canzoni di Eminem per poesie.....

Mah.... almeno noi eravamo capaci di metterci in gioco..... questi vivono di verità assolute....





4 commenti:

  1. La canzone di Alan Sorrenti è per Matteo......

    RispondiElimina
  2. Flò,
    wop, che significa?

    Ieri, dopo l'ufficio (un pò depressivo, in questo periodo, più del solito) mi sono ricaricato con la musica del telefonino.
    sai cosa ho sentito?
    Deep Purple.
    Vecchio e potente ... ellepì di Machine Head...
    Energia allo stato puro.
    Onde d'urto meravigliose.
    Ed anche se io non sono un amante del rock duro (nè lo ero ai tempi di allora. I Deep Purple erano una specie di soglia estrema, per me. Io stavo al di qua, verso i più melodici Pink Floyd, tanto per dire) non pèosso negare che quell'onda d'urto facesse bene.
    Tanto che ne fa ancora oggi!

    Non è che sono un wop pure io?

    Un abbraccio,
    Piero

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' il titolo della tesi che stavo scrivendo rima di quella sul teatro...."Figlia di un Wop"... e tutti questi appunti prima o poi finiranno in un racconto. Erano etichettati così gli italiani sbarcati in America. John Fante ne parla spesso nei suoi libri.... uno scrittore sceneggiatore un po' tra le righe, molto amato dagli "Irregolari" come Bukowsky. Pietruzzo, noi italiani siamo tutti un po' wop.... chi non ha storie di immigrazione nella propria famiglia?
      Inoltre mentre leggevo il tuo commento, immaginavo quanto siamo attaccati alla musica dei nostri tempi.... come vecchietti nostalgici...ahahahahah, ma rokkettari però, c'è una bella differenza.

      Elimina
  3. e si, hai ragione.
    vecchietti.
    e rocchettari.
    ma che forza in quel rock.
    la musica di quegli anni era veramente forte.
    ma, mi sono domandato, non è che oltre ad essere vecchietti e rocchettari siamo anche, oramai, irrimediabilmente immersi in quella melassa nostalgica di certe melense vecchiaie da fouilletton?
    non mi piacerebbe una cosa così.
    vecchio, certo, è qiestione di calendario.
    rocchettaro, è questione di gusti musicali.
    ma ormai nostalgicamente richiuso in un mondo passato, finito, andato, consumato...

    no.
    no certo, amica mia!
    e se lo dico è perchè vedo che ancora oggi i nostri ragazzi, tanti di loro, riconoscono, sentono, la forza di quella musica, la sentono ancora forte e potente come era allora.
    perchè oggi non c'è più niente che ha quella forza lì.
    ed è una forza che attrae, affascina, cattura, percuote ma conquista...
    ed i ragazzi hanno la forza del destino che si muove dentro di loro e che li spinge inesorabilmente nella direzione in cui scorre l'energia del mondo.
    in quella musica è certo convogliata una parte dell'energia del mondo.

    grazie, poi, per l'erudita spiegazione.
    io, allora, sono wop.
    sicuramente in via ereditaria, visti i miei parenti materni (praticamente tutti quelli diretti) emigrati in america negli anni 50'.
    e anche in forma metaforica, visto che in terra americana sono approdato/catturato culturalmente come più o meno tutti noi di questo tempo.

    e così, anche tu, come dici, sei "figlia di un wop".
    Allora siamo ... un pò fratelli!
    Mi piace.
    E mi fa piacere, sorellina!

    Un caro saluto.
    Piero

    RispondiElimina