martedì 7 settembre 2010

Quando tutto questo sarà finito....

Non abbiamo ancora toccato davvero il fondo, altrimenti ci daremmo una svegliata.....
quando finirà la propaganda martellante, lo stravolgimento della verità dei fatti quotidiani...
quando il velo nebbioso si dissolverà.... allora cosa vedranno i nostri occhi?  Stiamo ancora troppo bene
nel nostro caldo, comodo, rassicurante menefreghismo..... per accorgerci della piccola quantità di escrementi che quotidianamente ci propinano.... siamo arrivati all'assuefazione. Poveri quelli che hanno ancora qualche sussulto di dignità e protestano per non rimanere invischiati nella melma..... Parlo di eroi quotidiani, come quel sindaco di Pollica, ucciso perchè voleva fare un po' di pulizia..... si era stancato del fetore nauseabondo e facendo solo il suo dovere, ha detto no, non ci sto...... Ma a chi importa? Importa forse a questi quattro mascalzoni che stanno tramando per andare o no a votare, per questa o quell'altra banderuola di turno? La gente non ne può più..... volete sapere come vi prendono in giro?  Andate in una qualsiasi scuola pubblica e vi accorgerete di quanta falsità sono capaci...... Un paese che non investe sui bambini............. non ha un futuro!





2 commenti:

  1. Concordo completamente.
    Povera Italia.
    I bambini, i ragazzi, i giovani sono i meno tutelati, sia nella fase formativa che in quella dell'ingrasso nel mondo dal lavoro.
    Su di loro misuriamo la povertà civile e morale di questo nostro povero paese.

    Io non mi ci sento più a mio agio.
    Non era questo il popolo con cui volevo costruire il futuro, quando ero ragazzo o poi giovane.
    E lottavo insieme a tanti e tanti altri.
    E anche se la mia lotta era moltto, troppo a parole, e la lotta di altri era molto, troppo col fuoco, era una lotta per un'Italia migliore, un futuro migliore per tutti, un'umanità ed un mondo migliore!

    Ed ora?
    Cosa rimane di tutta quella lotta? Chi è restato a lottare insieme a me?
    Se guardo indietro non vedo più quelle folle di allora, nè più le stesse parole d'ordine e gli stessi slogan e gli stessi ideali, nè le stesse bandiere e gli stessi compagni.
    Compagni, si compagni.
    Ma non nel senso della lotta di classe, che pure, a modo suo, era un ideale per chi, come me, e te Floriana carissima, veniva dal nulla, da famiglie che dalle campagne avevano cercato un futuro nelle città alienanti che crescevano a dismisura come tumori maligni, come metastasi contagiose che hanno devastato il corpo sociale che vi è andato, con gli anni ad ammalarsi.
    Compagni come erano compagni, nei paeselli di Esenin, di tuo padre e dei tuoi passi di bambina, di mio padre e dei suoi fratelli fuggiti a cercarsi un futuro nelle fabbriche del nord (loro, i fratelli) o sotto una divisa (lui, il mio papà).
    I compagni erano quelli con cui dividevano il poco pane e l'onesto fiasco di vino.

    E adesso?
    Quali compagni abbiamo noi?
    Io, per te.
    Tu, per me.
    Noi, per altri, molti o pochi che ancora restano.
    Ma domani?
    Saremo ancora tanti da cambiare il destino di questo povero Paese?

    La mia repubblica indipendente, la nostra, cara Flò, è un luogo metaforico, un ideale di speranza e di giustizia a portata di tutti.
    Un campo dove il Male non ha casa, non trova dimora.
    Un terreno dove attecchisce solo il Bene.
    Ma a cosa serve, se le mie radici sono legate alla terra degli avi, delle generazioni e generazioni che l'hanno calpestata prima di me, e nee hanno tratto nutrimento materiale e morale?
    A cosa serve quel mio territorio ideale se le mie antenne sono proiettate nel futuro nel quale dovrà trovare nutrimento materiale e morale mio figlio?

    Ho già detto a lui che la via d'uscita più pratica per il suo futuro è cercarsi una casa fuori d'Italia. E lui ha capito.
    Ma io ne soffro.
    Perchè non è giusto.
    Non è giusto.
    Come non è giusto lasciare ai parassiti tutta la polpa di questo frutto marcio!

    Ma la vita è un lungo viaggio.
    E' per questo che vado, parlo, scrivo (nel mio insignificante piccolo) del VIAGGIO.
    E la meta del viaggio non è nota.
    Almeno quella su questa terra.

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  2. Grazie Pietro.... per il tuo affetto e la solidarietà che mi esprimi sempre.
    L'ultima frase del tuo commento mi ha ispirato una riflessione sul viaggo....

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