domenica 10 gennaio 2010

Non ci sono più parole....

Medici Senza Frontiere in Italia, non stiamo in Africa, stiamo nella nostra civilissima, modernissima, organizzatissima, cristianissima Italia, precisamente a Rosarno  le vedete in TV queste cose?





Hanno venduto tutto quello che avevano per partire dalle loro terre d'inferno, per raggiungere la nostra
ricchissima (è una favola) patria. Ma chi li ha attirati, chi li ha trasportati con la promessa di una vita migliore?
Chi mercanteggia questa povera gente? Sfruttata fino all'inverosimile, vergogna a chi permette tutto questo; a chi dice che la mafia è in ginocchio; vergogna a chi fomenta la paura tra la gente per rimanere ancorato al potere. Vergogna a chi parla, parla, parla, di pace, di accoglienza, di tolleranza ma dalla sala dei bottoni e non condivide nulla con il popolo. Vergogna a chi va in chiesa, me compresa, si professa cristiano e non urla la sua disapprovazione. Non ci sono più parole, che altro devono vedere i nostri occhi? Che altro deve sopportare il nostro cuore? Memefreghisti, ipocriti, razzisti, mafiosi conniventi, questo diventano gli italiani se continuano a girarsi dall'altra parte, tappandosi il naso.




Padre nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà

come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.

4 commenti:

  1. Più di 1.100 immigrati sono scati cacciati, Flo. A Rosarno è stata effettuata la prima operazione di bonifica del territorio.
    Questo è il messaggio passato dalle tv.

    Questa è la realtà per molti e molti milioni di italiani.

    Hai voglia di vergognarti per loro?

    Io si.

    Ma non bastano le parole.

    Loro hanno fatto i fatti.

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  2. ... Il bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finchè non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un povero marocchino, a un povero di passaggio....

    Queste parole sono parte degli auguri scomodi che ci hai dedicato per Capodanno.
    Se erano una profezia devono esserci molti, in queste notti di orrenda follia, che devono aver perduto il sonno e devono aver imprecato contro il duro macigno ch'è diventato il guanciale pieno di piume di angeli neri...

    Flo, scusa l'invasione ed il tono concitato.

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  3. Cara Floriana,
    avevo visto bene venendo a casa tua per salutarti e ringraziarti per le lodi ricevute. Due farfalle, le loro ombre e uno scorcio di paesaggio denso di mistero.
    No, non desistere e abbandonare un traguardo che t'aspetta e che potrebbe renderti felice. Forse la mia visita inaspettata ti toglierà dall'incertezza in cui ti trovi. Chissà, in simpatia delle due farfalle, io quel "barbel" bresciano, così chiamano la farfalla a Brescia e Barbella è il mio cognome, che viene da un passato a lui familiare. Dalla Campania, da Pompei ancorché era una bellissima metropoli romana: da un Mosaico in particolare.

    In un grande edificio facente parte del gruppo di fabbricati contrassegnati dal n° 5, nella prima regione archeologica della Pompei antica, durante il corso degli scavi venne scoperto nel mezzo di un Triclinio (sala da pranzo così chiamata dai tre divani disposti intorno ad un tavolo centrale, sui quali si sdraiavano i commensali per mangiare) un Mosaico, in cui sono raffigurati emblemi massonici e pitagorici. Il prezioso Mosaico è attualmente conservato nel Museo Archeologico di Napoli.

    Tale figura rappresenta un ruota a sei raggi, sulla quale è posata una farfalla. Al di sopra un teschio umano corona l'insieme, e sopra di questo vi è un archipendolo triangolare munito di filo a piombo.

    Ricordando che la parola greca psukhe è sinonimo sia di anima che di farfalla, e visto che il termine psichico si applicava, nel mondo antico ma soprattutto nell'ambito gnostico, ai profani legati alla materia dalle loro imperfezioni e dai loro desideri, si può comprendere perché la farfalla sia stata posta sopra la ruota, simbolo del Mutamento e della Trasmigrazione (non della Metempsicosi).

    Il profano (farfalla) legato alla ruota del mutamento e delle trasmigrazioni, non potrà liberarsene se non con la morte totale (teschio), morte che lo integrerà nel Pleroma iniziale (archipendolo) , immagine dell'Eguaglianza originale riconquistata, cioè del ritorno all'unità primordiale. A destra è visibile una veste smessa (profano), e a sinistra una veste nuova (iniziato).

    Occorre infine ricordare che la farfalla è simbolo palingenetico (di rinnovamento e rigenerazione), e diventa tale per trasmutazione del bruco all'interno della crisalide, uovo filosofale e simbolo della morte mistica. Clicca qui.

    Un caro saluto e a presto,
    Gaetano

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