sabato 29 agosto 2009

Quelli della Lega.......

Sono sicura che i leghisti hanno scelto il "Va pensiero......" perchè l'autore si chiama "Verdi"....
Ah, Ah, Ah, Ah!!!!
Non c'è altra spiegazione alla loro ignoranza!


RIDATECI GIUSEPPE VERDI, METTETEVI GLI OCCHIALI, GUARDATE LE CAMICIE SONO ROSSE E NON VERDI!




Wikipendia:
Questo coro di ebrei fu interpretato dal pubblico dell'epoca come una metafora della condizione degli italiani soggetti a dominio austriaco.
Quando Verdi, dopo la morte della moglie e dei figli - e dopo l'insuccesso di Un giorno di regno - decise di non comporre più musica, incontrò per strada l'impresario Merelli che lo pregò di leggere il libretto del Nabucco. Secondo la leggenda, Verdi tornò a casa di malumore e gettò il poema sul tavolo; il libro si aprì per caso sulle parole "Va pensiero su l'ali dorate...", che toccarono immediatamente il cuore del musicista.
La Lega Nord lo ha adottato come "Inno della Padania"[3], con la giustificazione che il librettista Temistocle Solera apparteneva alla cosiddetta "corrente neoguelfa", assertrice di un blando federalismo (sistema alla base del programma politico leghista). Una scelta singolare se si considera che questo coro di esuli ebrei era stato uno dei simboli musicali più importanti del Risorgimento italiano[4].

1 commento:

  1. Flo, pensa, che il colmo della nemesi è che il verde scelto dalle camicie verdi razziste - eghiste è lo stesso verde scelto da Gheddafi per la sua dittatura.
    Verde il libretto del Raìs, verde il libretto del senatùr !!!
    Verdi le scie delle Frecce monocolore che sorvoleranno disegnando nel cielo i confini del nuovo impero delle camicie verdi !!!
    Come mi piace!! Come mi piace!!!

    P.S. La conoscevo la storia di Verdi: ma lo sai che "Viva Verdi!" era l'acronimo risorgimentale antiaustroungarico che si leggeva così: "Viva Vittorio Emanuele Re D'Italia". E così, al coro del Nabucco, si lanciavano i volantini nei teatri milanesi. Da quei volantini sarebbero sbocciate le Camicie Rosse, mica quelle verdi. Garibaldi, Mazzini e Cavour, mica bossi, calderoli, borghezio e mr B, il loro impresario.
    Peccato, però, che da Vittorio Emanuele, re d'Italia sia potuta procedere discendenza tanto negletta ed infingarda come quella del XX secolo (e XXI, senza regno, però). Per questo non potremo mai essere monarchici: come dice una mia amica, "a furia di sposarsi fra di loro, fanno i figli scemi". Come volevasi dimostrare.

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